Recupero crediti e rintraccio del debitore sono attività che possono richiedere specifiche indagini commerciali per individuare la persona, ricostruirne la situazione e verificare l’eventuale presenza di beni aggredibili. Tuttavia, nel recupero crediti è importante distinguere tra indagini lecite e pratiche illecite, soprattutto quando vengono coinvolti soggetti terzi o vengono utilizzate modalità invasive di contatto.

Indagini per il recupero crediti: quali sono quelle lecite?

Le indagini commerciali per il recupero crediti consentono di rintracciare i debitori scomparsi e di ricostruire la storia e la reputazione del debitore.

Tra le informazioni che possono essere individuate rientrano:

  • residenza;
  • domicilio;
  • eventuali eredi.

Le attività di ricerca possono inoltre riguardare il patrimonio del debitore, attraverso la consultazione di catasti e registri pubblici, con l’obiettivo di individuare eventuali beni patrimoniali.

Le indagini possono interessare anche i beni finanziari, come conti bancari e stipendi eventualmente pignorabili.

Rintracciare i beni del debitore

Nel recupero crediti può essere necessario individuare i beni intestati o riconducibili al debitore.

Tra i beni che possono essere oggetto di ricerca rientrano anche i veicoli, che possono essere oggetto di pignoramento. Prima di procedere, tuttavia, è necessario individuarli.

A questo scopo si può ricorrere al pedinamento, che può avvenire attraverso metodi tradizionali oppure mediante l’utilizzo di tecnologie GPS.

Il rintraccio del debitore e dei suoi beni rappresenta quindi una delle attività che possono accompagnare il processo di recupero del credito.

Recupero crediti: vietate le comunicazioni a terzi

Accanto alle attività di indagine lecite, esistono modalità di recupero crediti che non possono essere utilizzate.

Per ottenere il pagamento delle somme dovute, non è lecito comunicare ingiustificatamente a persone diverse dal debitore informazioni relative ai mancati pagamenti.

Tra i soggetti ai quali non devono essere divulgate queste informazioni rientrano:

  • familiari;
  • coabitanti;
  • colleghi di lavoro;
  • vicini di casa.

Non è quindi possibile utilizzare queste persone per esercitare indebite pressioni sul debitore.

Le informazioni relative alla situazione debitoria devono essere comunicate direttamente all’interessato, evitando un’inutile divulgazione di dati personali.

Come devono essere inviate le comunicazioni di recupero crediti?

Le sollecitazioni di pagamento devono essere portate a conoscenza del solo debitore.

Per questo motivo devono essere utilizzati plichi chiusi e senza scritte specifiche, riportando all’esterno esclusivamente le indicazioni necessarie a identificare il mittente.

In questo modo si evita che persone estranee possano venire a conoscenza del contenuto della comunicazione e della situazione debitoria dell’interessato.

Pratiche illecite nel recupero crediti: telefonate preregistrate

Tra le modalità invasive di ricerca, presa di contatto e sollecitazione rientrano le comunicazioni telefoniche di sollecito preregistrate, effettuate senza l’intervento di un operatore.

Sono inoltre considerate illecite alcune modalità di contatto che possono rendere conoscibile a soggetti estranei la situazione di inadempimento del debitore.

Tra queste rientrano:

  • visite presso il domicilio o il luogo di lavoro con comunicazione ingiustificata a soggetti terzi delle informazioni relative al mancato pagamento;
  • telefonate di sollecito preregistrate senza intervento di un operatore;
  • utilizzo di cartoline postali;
  • invio di plichi con la scritta “recupero crediti” o formule simili.

L’obiettivo delle modalità di comunicazione deve quindi essere quello di evitare che informazioni relative al debitore siano rese visibili o comunicate a persone estranee.

Avvisi di mora sulla porta: perché sono vietati?

Tra le pratiche illecite nel recupero crediti rientra anche l’affissione di avvisi di mora sulla porta dell’abitazione del debitore.

Lo stesso vale per le sollecitazioni di pagamento lasciate in luoghi visibili.

Il problema è che tali comunicazioni possono essere conosciute da una serie indeterminata di soggetti per tutto il periodo, anche prolungato, durante il quale l’avviso rimane visibile.

In questo modo informazioni relative alla situazione debitoria possono diventare accessibili a persone diverse dall’interessato.

Recupero crediti: indagini lecite e pratiche vietate

Il recupero crediti può quindi prevedere attività di ricerca finalizzate a rintracciare il debitore, ricostruirne la situazione e individuare eventuali beni patrimoniali o finanziari.

È però fondamentale distinguere queste attività dalle pratiche illecite nel recupero crediti, come la comunicazione ingiustificata della situazione debitoria a familiari, coabitanti, colleghi o vicini di casa, le telefonate preregistrate, l’utilizzo di comunicazioni che rendono visibile a terzi il contenuto della sollecitazione e l’affissione di avvisi di mora sulla porta dell’abitazione.

Il principio fondamentale è quindi quello di svolgere le attività di recupero evitando modalità invasive e soprattutto impedendo la divulgazione ingiustificata di informazioni personali a soggetti terzi.

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