TESI DOTT.SSA DEBORAH IACOVINO E RELATORE PROF. ALBERTO PAOLETTI
Sono profondamente grata al relatore della mia tesi, il professor Alberto Paoletti, responsabile del Nucleo Indagini Private di Firenze, per avermi dato la possibilità di mettermi in contatto con uno stimato investigatore, Marco Gallo e per avermi guidatocon professionalità e costante supporto nella stesura della mia tesi dal titolo “L’importanza delle investigazioni private nell’accertamento dei fatti- Il caso Elisa Claps”.
I preziosi suggerimenti del professor Paoletti e la sua competenza nel campo delle investigazioni private sono stati fondamentali per la stesura del mio elaborato finale.
L’investigatore privato dei nostri giorni rappresenta una figura professionale fondamentale nel panorama investigativo contemporaneo che si è consolidata ed evoluta durante gli anni fino a rappresentare un elemento rilevante all’interno dell’intero sistema giustizia. Diversi sono stati gli interventi normativi che hanno trasformato questa figura, da un’attività quasi del tutto privata e poco regolamentata, a una professione altamente qualificata e soggetta a stringenti controlli prefettizi e normative europee. Difatti, l’evoluzione legislativa, che da sempre caratterizza questa figura professionale, è stata in grado di trasformare l’ investigatore privato da sempre guardato con sospetto, ad un vero e proprio professionista meritevole di fiducia, al servizio dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni.
L’investigatore privatoche conosce i propri poteri, i propri limiti legali e operativi è sicuramente in grado di offrire un valido contributo alle indagini fornendo non solo al proprio cliente, ma anche agli inquirenti dei validi elementi/spunti d’indagine volti alla conoscenza dei fatti.
L’OMICIDIO DI ELISA CLAPS E LE INVESTIGAZIONI PRIVATE
La mia tesi non è solo la storia o meglio la cronaca dell’ indagine del caso Elisa Claps, bensì la dimostrazione che sul proprio cammino, seppur triste e segnato dallo sconforto, un professionista come l’investigatore privato Marco Gallo è stato in grado di offrire gratuitamente il proprio ausilio, per far luce su quella misteriosa e presunta scomparsa di Elisa in una soleggiata domenica di settembre del 1993; poi ritrovata senza vita il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa “Santissima Trinità” di Potenza, a circa quattordici metri d’altezza dall’altare.
LA SCOPERTA DELL’ASSASSINO DANILO RESTIVO
Infatti, solo grazie alle preziose informazioni fornite dall’investigatore italiano alla polizia del Dorset a seguito dell’omicidio di Heather Barnett, si sono riaccesi in Italia i riflettori su Danilo Restivo. Con la mia tesi ho voluto ricordare Elisa e tutte quelle donne vittime della mano omicida di un uomo. Nel 1993 non si era soliti parlare di femminicidio, ma di questo si trattava.

Ci vollero ben diciassette anni per fermare Danilo Restivo. Diciassette lunghi anni di dolore, di rabbia, di omicidi, di depistaggi per assicurare il colpevole alla giustizia. Ci volle la pazienza, la tenacia, la professionalità di un investigatore privato per far accendere i riflettori su Danilo Restivo.
Le vicende vissute e condivise dall’investigatore, mi hanno permesso di offrire una narrazione interamente autentica e la più completa possibile, capace dievidenziare come la resilienza, la pazienza, la tenacia e l’alacrità sono qualità essenziali ed imprescindibili di un buon investigatore privato.
Solo l’abnegazione e l’entusiasmo per il proprio lavoro, anche quando questo si scontra con innumerevoli ostacoli e difficoltà, sono peculiarità che denotano un integerrimo e capace investigatore privato e che dovrebbero contraddistinguere qualsiasi persona nel proprio lavoro.

