Federpol: “Sarà una rivoluzione per i nostri 007. Ora dovrà essere approvato dal Garante della Privacy”
Da Firenze la Federpol annuncia una buona notizia per gli investigatori privati italiani: si avvia infatti verso I’approvazione definitiva, da parte del Garante della Privacy, il ‘Codice deontologico’, un testo di norme comportamentali precise e inequivocabili per tutti gli operatori del settore. Il Codice a cui hanno lavorato allo stesso tavolo, caso unico in Italia, investigatori e avvocati, sarà il primo in Europa.
“Abbiamo definito la bozza finale – hanno reso noto oggi dal capoluogo toscano Genuario Pellegrino, Presidente nazionale dellaFederpol e Alberto Paoletti Presidente regionale della Toscana -. Per gli 007 italiani sarà un’autentica rivoluzione: ora ci auguriamo che già nelle prossime settimane il testo venga definitivamente approvato”.
Pellegrino e Paoletti sono i due rappresentati della Federpol all’interno della ‘Commissione per il Codice deontologico’. Il’Codice’, una volta approvato, aiuterà a superare alcune zone grigie della legge esistente e rappresenterà per gli investigatori privati una guida unica, condivisa ed omogenea. Regolamenterà, ad esempio il trattamento dei dati personali utilizzati per svolgere investigazioni difensive o per far valere un diritto in sede giudiziaria. Inoltre disciplinerà aspetti controversi come la conservazione dei dati, il trattamento dei dati genetici e biometrici, I’informativa semplificata per indagini particolarmente delicate come quelle in ambienti criminali o in casi di concorrenza sleale anche per la salvaguardia dell’incolumità fisica dell’ investigatore. La notizia della imminente approvazione del ‘Codice’ arriva all’indomani di un incontro (a Modena) che ha visto riuniti i rappresentati delle principali associazioni dei detective italiani che hanno lavorato dal luglio 2OO7 alla stesura del testo: sono FEDERPOL (Federazione italiana istituti privati investigazioni informazioni sicurezza), AI.PRO.S. (associazione italiana professionisti della sicurezza), SANDIP (sindacato autonomo nazionale degli investigatori privati e CON.IPI (confederazione nazionale investigatori privati. Queste associazioni, assieme a quelle degli avvocati (CNF – Consiglio Nazionale Forense, AlGA – Associazione italiana giovani avvocati, UAE -Unione avvocati europei, Unione delle Camere Civili e Unione delle Camere Penali), hanno in questi mesi elaborato, insieme e di comune accordo, il testo del Codice che ora, in forma definitiva” sarà sottoposto all’approvazione del Garante della Privacy. “La comunicazione sulla vicina approvazione del ‘Codice deontologico’ – ha detto il Presidente regionale della Toscana – e’la risposta della Federpol ad alcune notizie di stampa, apparse nelle scorse settimane, nelle quali e’ stato evidenziato che nel 2007, in circa il 2O% degli studi di investigatori fiorentini, sono state riscontrate delle irregolarità. A Firenze – ha sottolineato Alberto Paoletti – la stragrande maggioranza degli investigatori opera nel rispetto delle norme. Per quanto concerne certo le irregolarità burocratico – amministrative’, la Federpol fiorentina si e’ sempre impegnata in iniziative e studi anche in collaborazione con le Istituzioni Universitarie, finalizzati a creare tra i suoi associati un sistema di gestione operativa omogenea e ad elevare la qualità dei servizi resi, sempre nell’interesse degli utenti: infatti già nel 2001 – ha aggiunto Paoletti – sottoponemmo al Prefetto un ‘Vademecum’, elaborato dagli associati, con indicazioni precise sulle tariffe minime e massime o anche sulle modalità gestionali -amministrative delle indagini a tutela del cittadino che si avvale dei servizi investigativi privati”. La Federpol, infine, vuole ricordare che nel 2006, dunque in tempi non sospetti, era stato denunciato al Ministero dell’Interno il proliferare delle licenze che di fatto ha inflazionato il settore. “Oggi – precisano i presidenti Pellegrino e Paoletti – mentre in ambito civile gli avvocati fanno ampiamente ricorso agli investigatori, in ambito penale questo non avviene perché nel suo lavoro, l’investigatore privato e’ limitato rispetto al collega pubblico. Spesso abbiamo difficoltà anche ad avere un semplice certificato anagrafico”.
22 Gennaio 2008
FEDERPOL
«Il codice deontologico è la nostra risposta alle irregolarità riscontrate dalla polizia nel 20% delle agenzie di investigatori privati fiorentini, secondo quanto ha riferito la stampa (Repubblica del 27 dicembre scorso ndr)». Lo ha detto Alberto Paoletti, presidente regionale della Federpol, presentando assieme ad altri colleghi, a Firenze, la bozza finale del testo di norme comportamentali per la categoria, adesso all’approvazione del garante della privacy. Il codice regolamenta, tra l’altro, il trattamento dei dati personali utilizzati per svolgere investigazioni difensive.
23 Gennaio 2008
Indagini difensive. Dal 1˚ gennaio nuove regole per avvocati e investigatori
ROMA
L’uso dei dati personali nel corso di investigazioni difensive si fa più snello, L’informativa può, infatti, essere data oralmente o, se scritta, fornita una tantum, ricorrendo a formule colloquiali e sintetiche e affiggendola nello studio o pubblicandola sul sito internet; del consenso si può fare a meno; il trasferimento all’estero delle informazioni non è soggetti a particolari vincoli.
Di contro, i dati raccolti da avvocati e investigatori privati devono essere custoditi con cura e altrettanta attenzione deve essere posta quando le informazioni sono usate da altre persone dello studio o che gravitano intorno ad esso, ma comunque diverse dall’avvocato (praticanti, stagisti, periti, investigatori privati, personale amministrativo).
| LE MODALITA’: L’informativa potrà anche essere data oralmente ma le informazioni andranno protette dall’uso di estranei |
Sono i cardini del codice di deontologia messo a punto dal Garante della privacy insieme al Consiglio nazionale, forense, l’Unione delle camere penali, l’Unione delle camere civili, l’Unione avvocati europei, l’Associazione italiana giovani avvocati, l’Organismo unitario dell’avvocatura italiana, la Federpol e l’Aipros (si veda «Il Sole 24 Ore» del 28 ottobre). L’iniziativa intende snellire il lavoro della categoria forense e anche sgombrare il campo da alcune incertezze applicative delle norme sulla privacy, che avevano fatto ipotizzare inutili misure protettive dei dati.
Il codice – che sarà pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» ed è già disponibile sul sito del Garante (www.garanteprivacy.it) – entrerà in vigore il primo gennaio prossimo e riguarda i dati personali raccolti per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sia nel corso di un procedimento, anche in sede amministrativa, di arbitrato o conciliazione, sia nella fase propedeutica all’instaurazione di un eventuale giudizio, sia nella fase successiva del processo.
Sono tenuti al rispetto del codice gli avvocati e i praticanti – sia che esercitino l’attività in forma individuale, associata o societaria – gli investigatori privati e gli altri liberi professionisti che prestino, su mandato, attività di consulenza o assistenza all’avvocato.
12 Novembre 2008
Il nuovo Codice privacy per avvocati e investigatori privati approvato dal Garante per la protezione dei dati personali e in vigore dal 1° gennaio 2009, «garantisce una minore disparità fra le posizioni di accusa e difesa». Questo uno degli aspetti sottolineati ieri dal presidente dell’organismo di garanzia, Francesco Pizzetti, che ha presentato la normativa.
INTESA CON IL GARANTE E GLI AVVOCATI
E’ NATO a Firenze il primo Codice deontologico per investigatori privati approvato dal Garante per la protezione dei dati personali e in vigore dal primo gennaio 2009. Uno dei principali estensori del documento, nato per il trattamento dei dati personali effettuato per svolgere investigazioni difensive, è il presidente regionale della Federpol, l’associazione degli investigatori privati, il fiorentino Alberto Paoletti. Il Codice, primo in Europa, costituisce un importante risultato della collaborazione tra investigatori privati, Avvocatura e Garante della privacy. A presentarlo, ieri a Roma, è stato il presidente dell’organismo di garanzia Francesco Pizzetti, secondo il quale tale normativa «garantisce una minore disparità fra le posizioni di accusa e difesa». Pizzetti ha fatto l’esempio della «possibilità riconosciuta da avvocati e 007 privati di acquistare i dati di traffico telefonico», pur applicando «precise misure di sicurezza» anche nella loro conservazione. Per il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, il documento «risolve un dilemma importante: coordinare il diritto di difesa, che postula per l’avvocato la possibilità di raccogliere ogni dato utile alla difesa del proprio assistito, con i diritti relativi ai dati personali della controparte e dei terzi».
Paoletti ha sottolineato l’importanza del Codice: «Il numero crescente degli investigatori, l’evolversi della professione, le diversificate aree di intervento in ambito civile, penale, finanziario e internazionale, e la frammentarietà delle varie norme che regolano la professione, hanno reso necessario la formulazione di un Codice deontologico che la Federpol si dette in maniera autonoma sin dal 1999 per tentare di arginare abusi ed indagini illecite». Per Genuario Pellegrino, presidente della Federpol, «il Codice presuppone tre diversi momenti di attenzione: l’etica (coscienza e morale), il diritto (rispetto delle leggi) e la prassi investigativa (comportamenti ripetuti e costanti della pratica informativa, investigativa e di sicurezza)».
19 Dicembre 2008
Sempre più genitori si rivolgono agli investigatori
Cosa fanno i giovani fuori casa? Una domanda che si pongono migliaia di famiglie. Che li fanno seguire da una “spia”. Cronaca di una tendenza in crescita costante che rivela, dicono gli esperti, un fallimento educativo.
Italia. «Negli anni Settanta, i genitori facevano i controlli sui pretendenti delle figlie. Da dieci anni hanno cominciato a rivolgersi a noi per controllare i giovanissimi. Ma l’ultimo anno è un autentico boom». Quale tipo di clientela si rivolge ad un investigatore? «Di solito» spiega Pellegrino «di buon livello sociale e culturale. MA purtroppo è un fenomeno sempre più trasversale.» E le agenzie specializzate, secondo i dati della Camera di commercio sono raddoppiate: è il caso della Lombardia, dove si è registrato +106,9 per cento, e della Campania dove addirittura la crescita degli “007” privati ammonta al 124,4 per cento.
Già ma come agisce un investigatore? «È fondamentale capire se il genitore agisce nell’interesse del ragazzo oppure per ansia personale» dice Alberto Paoletti, titolare di Informark Investigazioni a Firenze e presidente di Federpol Toscana. «Ricordo una madre che lamentava la scarsa comunicazione con la figlia di 20 anni, che era già fuori di casa. La seguimmo: era una giovane come tante, solo ossessionata da una genitrice invadente », dice. «Su mandato firmato dal genitore, cominciamo a operare, Ci facciamo dare una descrizione delle abitudini del figlio, i suoi riferimenti e una foto. E anche i dati degli amici che frequenta più assiduamente. Ma spesso facciamo analizzare gli scritti e i disegni del ragazzo per capire se ha davvero dei problemi. Il dramma più diffuso? L’alcolismo e il consumo di droga per i maschi, una sessualità “esagerata” per le ragazze, che però sono in minoranza rispetto ai maschi problematici. In molti sono anche attratti da sette o gruppi pseudo-religiosi ». E il dottor Paoletti descrive le tecniche del bravo detective. «I miei “agenti” sono giovani. Altrimenti non potrebbero mimetizzarsi. E le donne sono le più brave: riescono a “infiltrarsi” nelle compagnie con naturalezza. La tariffa? Dalle 40 alle 70 euro all’ora. Bisogna seguire il giovane per almeno tre o quattro fine settimana. Alla a fine si produce un dossier con foto e una relazione che viene consegnata a mamma e papà». E a quel scatta il dramma. «Non sempre. A volte il ragazzo vuole solo un po’ di libertà. Come quel ragazzino di Livorno che era scappato da casa: non per drogarsi, ma per andare a lavorare in un villaggio turistico all’Elba». […]
Fino a che punto è lecito infrangere la sfera di intimità del ragazzo? « Ci vuole sempre molta cautela», dice l’avvocato Salvatore Frattalone, consulente giuridico per la privacy di Federpol. « Non tutto è lecito, anche se il limite è molto “fluido”: dipende dal caso». Se il ragazzo h ameno di 18 anni è sotto la potestà genitoriale. «Se L’investigatore privato riceve un mandato firmato dai genitori ha ampio margine di “manovra” », spiega l’avvocato. «Tra i doveri della potestà, infatti, c’è anche la verifica della crescita corretta della prole. La raccolta di informazioni però non deve essere troppo invasiva o sproporzionata. I filmati e le foto possono riprendere solo ciò che è visibile dall’occhio umano (senza dispositivi particolari) e in un luogo pubblico» E se il ragazzo è maggiorenne? «La situazione è delicata perché in teoria il genitore non può più controllarlo. Io faccio distinzione tra chi vive ancora ocn mamma e papà e chi è già fuori casa e quindi dovrebbe essere più libero. Ma se l’erede compie atti che potrebbero mettere in pericolo il patrimonio famigliare o la sua salute, allora il padre può comunque chiedere l’intervento di un detective di seguirlo».
Alessandra Gavazza
1 Settembre 2008
FEDERPOL / L’investigatore privato cambia fisionomia e si adegua alle nuove esigenze dei tempi o della legge. Ora c’è anche un tariffario
Cominciarono, negli anni Trenta, inseguendo mogli fedifraghe e mariti infedeli. Bastavano una macchina fotografica e un telefono. Qualche appostamento, uno scatto e il gioco era fatto. Oggi si muovono nei meandri dello spionaggio industriale maneggiando bilanci, conti inseguendo sulla rete imbroglioni e faccendieri. Nel 2002, per lavorare nel mondo delle investigazioni private serve la conoscenza delle lingue, del diritto, dell’informatica. E a volte non basta. Lo sa bene Alberto Paoletti, presidente regionale della Federpol, nell’ambiente dal 1969. Il padre lo voleva seduto dietro lo sportello di una banca, ma lui preferì la professione avventurosa dello zio, un ex carabiniere che, nel dopoguerra, si inventò il mestiere del detective. La federo regionale raggruppa 120 agenzie. A Firenze e provincia ce ne sono 30, per un totale di 250 operatori. L’associazione nacque, in Italia, nel 1957, quando c’erano, in tutto 157 licenze. Oggi sono più di 3mila. «Negli anni Ottanta – racconta paoletti – con la rivoluzione informatica, il nostro lavoro cambiò fisionomia. Così, la Federpol, per uscire dal ghetto dei “cacciatori di corna”, cominciò a organizzare convegni e seminari». Il primo fu proprio a Firenze, nell’88, lo promosase lo stesso Paoletti, col sostegno del collega Italo Pagliai e la collaborazione della Regione Toscana. Poi ci fu il nuovo codice di procedura penale, nel ’91 e la legge sulla privacy, nel ’96. «Una norma, quest’ultima – continua Paoletti – che all’inizio, ci creò non poche difficoltà. Così, cominciò un dialogo costante coll’ufficio del Garante, per risolvere la complessità della legge. Ci riuscimmo con la promulgazione del Codice deontologico dell’investigatore, studiato da una Commissione ad hoc, di cui feci parte anche io».
Nel 2000 fu promulgata una legge specifica sulle modalità dell’indagine difensive. «intanto – aggiunge Paoletti – la nostra attività culturale e didattica va avanti. Il 18 e 19 ottobre, probabilmente a Firenze si svolgerà un corso di specializzazione per l’approfondimento delle materie indispensabili alla professione: il diritto, la psicologia, l’economia, le lingue. Questo grazie alla collaborazione delle Camere pensalii e dell’Ordine degli avvocati». In più, la Federpol regionale ha condotto uno studio sulle tariffe degli investigatori. «Serviva una tabella che armonizzasse i prezzi – continua Paoletti – una garanzia di trasparenza per i cittadini. I risultati sono stati presentati anche al prefetto Serra. Si va da un minimo di 47 euro all’ora a un massimo di 62, con facilitazioni per i meno abbienti. Non solo, per armonizzare l’attività degli addetti ai lavori, è stato compilato anche un Vademecum dell’investigatore».
5 Agosto 2002
Vita di coppia. C’è chi segue la ex e chi filma in segreto la tata. A cadere in tentazione soprattutto i 50enni
I siti che vendono i kit fatturano milioni. «Ma chi li usa è malato»
Intervista a Alberto Paoletti investigatore privato,Responsabile dell’agenzia di investigazioni Informark di Firenze
sui rischi dello spionaggio fai da te per tradimenti, relazioni extraconiugali, frequentazioni dei minori etc…
MILANO – Fanno quasi tenerezza, ora, quelli che han scoperto l’adulterio frugando tra gli sms. Tra tutti i mezzi, il più antiquato. Oggi la sfiducia corre sul filo delle nuove tecnologie. Il dirigente dell’Enel che spiava la moglie con una telecamera nascosta nel televisore. La venticinquenne di Rovigo pedinata dall’ex compagno grazie al software nel cellulare. La mamma toscana che voleva cucire una cimice sul gonnellino della figlia per controllare i movimenti dell’ex marito. I papà che comprano i localizzatori Gps da mimetizzare in macchina per sapere quando i rampolli superano il limite di velocità. Le famiglie bene che non si fidano della tata e addirittura si rivolgono a duti dalla propria Sim card. E’ nato nel 2007 dall’intuizione di un bocconiano oggi ventiseienne, che da Milano è tornato a Palermo per avviare il business. L’impresa stipendia venti persone e l’anno scorso ha chiuso con un fatturato di quasi due milioni e mezzo di euro. «Gli oggetti sono legali, poi non sappiamo quale uso ne farà l’acquirente», chiosa il giovane fondatore. Ed elenca i tre articoli più richiesti: il software per intercettare e registrare telefonate e sms (1.500 euro); la microspia Gsm ad attivazione vocale (indispensabile in camera da letto, sul comodino, a 450 euro); il localizzatore Gps per l’auto (380 euro in offerta). Quattro ore al giorno di telepromozioni Spy Tv, canale 881 di Sky.
«Gli autodidatti sono pasticcioni e pericolosi», sintetizza Alberto Paoletti, sul campo dal 1969, direttore di Informark, una delle 3.600 agenzie investigative italiane (nel 2008 erano poco più di tremila, tariffa media di 50 euro l’ora, spese escluse). «Spesso i clienti arrivano da noi quando si accorgono di aver già combinato dei guai. La fase del pedinamento, per esempio, è fondamentale per raccogliere le informazioni. Cosa impossibile se mossi dall’emotività. Sa quanti finiscono con il prendere a pugni l’uomo o la donna con cui pizzicano il partner?».
C’è poi un problema vero di legalità. «In alcune fiction gli investigatori piazzano con disinvoltura le microspie dappertutto. Ebbene è un reato. Ecco perché quando una signora mi parlò della sua idea di nascondere un chip nella gonna della figlia per controllare cosa facesse il padre, non soltanto l’ho dissuasa, ma le ho suggerito di rivolgersi ad uno psicologo». In Gran Bretagna la ditta Brade Runner di Romford si è inventata un giubbotto con Gps incorporato per localizzare ovunque chi lo indossa, con un’approssimazione di quattro metri. Costa intorno ai 280 euro ed è pensato per ragazzi. In farmacia, invece, si può comprare il test antidroga, anche se non è chiaro come sottrarre a insaputa dell’interessato un campione di urine o di saliva. «Indagare non è un gioco – insiste Genuario Pellegrino, presidente nazionale di Federpol, l’associazione che raggruppa 800 istituti privati -. Noi abbiamo combattuto per avere un codice deontologico. E’ stato il primo in Europa».
Elvira Serra
Le Tecniche
Lo spionaggio familiare oggi sfrutta le nuove tecnologie. Telefonini, webcam, rilevatori Gps, microspie Gsm. Sotto, la microtelecamera nascosta dietro il televisore da un dirigente dell’Enel di Torino per spiare la moglie: è stato arrestato con l’accusa di stalking.
Con il telefonino
Le aziende vendono cellulari che hanno già installato il software che permette di trasferire le informazioni su telefonate e sms a un altro telefono (o a un pc).
Il programma spia viene venduto anche da solo. Può essere installato in pochi minuti (come scaricare una suoneria)
1 Gli sms, la lista chiamate e gli altri dati del telefono spiato vengono inviati al controllore attraverso il sistema satellitare Gps
2 Il satellite trasferisce le informazioni al computer o al telefonino della spia
500 euro il costo di un telefonino dotato di un software spia come quello sequestrato all’ex fidanzato geloso di una ragazza di Rovigo.
2 Settembre 2009 – Corriere della Sera
Esperti in materia di contraffazione dei marchi, frodi commerciali e pirateria telematica partecipano sabato a Firenze, nella sala convegni della Cassa di risparmio, a un incontro di studi promosso dalla British Chamber of Commerce, alla luce della recente legge sulle investigazioni difensive penali. «La contraffazione del marchio e la frode commerciale, attività di contrasto in ambito italiano ed europeo», è il titolo del seminario organizzato dal Centro Studi per le informazioni, le investigazioni e la sicurezza Informark di Firenze. E’ un convegnopilota svolto in un’ottica europea, grazie al contributo di Emanuele Marotta direttore Europol. Tra i relatori il pm Alessandro Crini che parlerà dei profili investigativi e delle emergenze giurisprudenziali; Eriberto Rosso presidente della Camera penale che illustrerà i recenti sviluppi legislativi in materia di falso e Alberto Paoletti presidente regionale di Federpol. Il legale Alessandro Traversi parlerà di criminalità informatica e nuova legge sul diritto d’autore.
30 marzo 2001
Banche dati, collegamenti con istituti economici fanno ormai parte dell’attrezzatura degli 007 cittadini
Affari immobiliari, lavoro, compravendite soppiantano i tradimenti d’amore
Maurizio Bologni
UN TEMPO era per questioni di corna, sospetti tradimenti, temuti amanti. L’investigatore privato, coinvolto negli affari di famiglia tra lacrime e tremori dei protagonisti, impiegava strumenti antichi per scoprire se le frequenti visite del coniuge dal parrucchiere nascondevano inenarrabili tresche: appostamenti, pedinamenti e magari piccole corruzioni per avere accesso, quando serviva, a certificati anagrafici che negli anni ’50 si acquistavano a 100 lire a coppia in un singolare mercato nero. Un tempo era così. Adesso, invece, dagli eredi di Sherlock Holmes ci si va per affari economici più che di cuore. E l’investigatore privato fiorentino si è attrezzato alla bisogna: collegamenti telematici alle Camere di commercio e accesso alle banche dati che raccontano la storia della proprietà immobiliare, anche se poi all’amato pedinamento non si rinuncia mai. Da lui, l’impiccione per professione, il cliente vuole essere rassicurato sull’acquisto della casa, sull’affidabilità del nuovo socio in azienda, persino sulla serietà del datore di lavoro che offre il posto al figlio. E del coniuge fedifrago interessa semmai conoscere, invece delle scappatelle, redditi e situazioni patrimoniali reali in vista della determinazione dell’assegno di mantenimento dopo la separazione. «E così. L’indagine economica è la nuova frontiera del nostro mestiere» conferma Alberto Paoletti, «informazioni investigazioni civili e penali» in via Calzaiuoli dai primi decenni dell’altro secolo quando l’azienda fu avviata dal nonno.
Allo studio dell’investigatore privato hanno bussato persino i sindacati: il consiglio di fabbrica sospettava che l’imprenditore distraesse fondi dall’azienda per investirli in attività personali mentre si dichiarava in crisi e minacciava licenziamenti. Un’altra volta a chiedere l’intervento del detective è stato un’industriale insospettito dall’alta percentuale di difetti dei prodotti confezionati e commercializzati dalla sua azienda di alta precisione meccanica: tra i dipendenti il detective ha scoperto un magazziniere infedele, che sabotava i componenti per favorire un’impresa concorrente. Più frequente il caso di chi ha ragione di temere la revocatoria fallimentare dopo l’acquisto di un appartamento. Il notaio garantisce infatti sull’assenza di ipoteche o abusi edilizi, ma non rientra nelle sue competenze conoscere se la società dalla quale si acquista la casa è a rischio di fallimento, eventualità che, se si dovesse verificare nei due anni successivi alla stipula del rogito di compravendita, risucchierebbe l’appartamento nel fallimento scippandolo al nuovo proprietario che l’ha regolarmente pagato e magari già ci vive. Ecco, allora, che entra in azione il detective, per acquistare informazioni riservate sulla solidità del venditore prima che l’affare sia concluso. Lo stesso succede in caso di vendita di attività commerciali, valutate dal venditore sulla base del giro di affari e del fatturato. «In questi casi cerchiamo conferme contando i fornitori» racconta uno dei 50 detective fiorentini. «Nel mondo degli affari la prevenzione è importante, con accertamenti che costano 150-200 euro si evitano brutte sorprese in compravendite immobiliari del valore di almeno 150.000 euro» dice Paoletti, che presiede la Federazione regionale degli istituti investigativi.
17 Luglio 2003