L’utilizzo di sistemi GPS per monitorare dipendenti sospettati di infedeltà aziendale (come uso improprio dell’auto aziendale, falsa malattia o abuso di permessi 104) è un tema complesso che bilancia il diritto di controllo del datore di lavoro e la privacy del lavoratore.
Per i Giudici di legittimità, il datore di lavoro è legittimato a controllare l’operato del dipendente che lavora fuori sede attraverso il sistema GPS anche tramite investigatori privati.
Con la sentenza del 12 ottobre 2015, n. 20440, i Giudici hanno ritenuto legittimo il licenziamento intimato da un datore di lavoro che, con il sistema GPS e con l’ausilio di un’agenzia investigativa, aveva accertato che il lavoratore, nello svolgimento della propria attività, si concedeva davvero troppe pause caffè, trattenendosi in bar e tavole calde fuori dalla zona di lavoro per colloquiare, ridere e scherzare con i colleghi. La determinazione della collocazione e della durata delle pause, infatti, non può essere rimessa al totale arbitrio del lavoratore (..) Per la Corte la lesione del nesso fiduciario che deve legare dipendente e azienda è palese e il licenziamento comminato, nel caso di specie, è stato ritenuto legittimo.
Nel manuale “Le investigazioni private. Guida operativa” di Alberto Paoletti (Responsabile Nucleo Indagini Private Informark) e Giampaolo Luzzi, Edizioni “BTT”, viene approfondito il tema delle indagini aziendali.
Per maggiori informazioni: https://www.nucleoindaginiprivate.it/pubblicazioni/le-investigazioni-private-guida-operativa-2016/
