Il datore di lavoro può effettuare controlli sui dipendenti quando esiste il concreto sospetto che sia stato commesso un illecito ai danni dell’azienda. Si tratta dei cosiddetti controlli difensivi, finalizzati a tutelare il patrimonio e gli interessi dell’impresa.

Questi controlli, tuttavia, non possono trasformarsi in una forma di sorveglianza generalizzata del lavoratore.

Quando il controllo è legittimo?

Il controllo deve essere collegato a un fondato sospetto di un comportamento illecito, che deve essere sorto prima dell’avvio della verifica.

Il datore di lavoro deve quindi poter dimostrare quali elementi concreti abbiano fatto nascere il sospetto. Non è sufficiente effettuare controlli indiscriminati per cercare eventuali irregolarità.

La verifica deve inoltre essere mirata e proporzionata all’illecito che si intende accertare.

E-mail, computer e videosorveglianza

I controlli possono riguardare anche strumenti aziendali, come computer, e-mail e sistemi informatici. Il fatto che questi strumenti appartengano all’azienda, però, non autorizza il datore a controllare liberamente tutte le attività del dipendente.

Devono essere rispettate le disposizioni dello Statuto dei lavoratori e quelle in materia di privacy. Lo stesso vale per la videosorveglianza: un sistema installato preventivamente e utilizzato per controllare i dipendenti è soggetto alle specifiche garanzie previste dalla legge e non può essere automaticamente considerato un controllo difensivo.

E gli investigatori privati?

Il datore di lavoro può ricorrere anche a un investigatore privato quando l’obiettivo è verificare uno specifico illecito, ad esempio una condotta fraudolenta o un comportamento lesivo degli interessi aziendali.

Anche in questo caso, però, l’indagine non può diventare un controllo generico sulle modalità con cui il dipendente svolge la propria attività.

Il principio fondamentale

I controlli difensivi rappresentano quindi uno strumento attraverso il quale l’azienda può tutelarsi da eventuali illeciti, ma devono essere utilizzati entro precisi limiti. Fondato sospetto, finalità specifica, proporzionalità e rispetto della privacy sono gli elementi fondamentali per evitare che il controllo si trasformi in una sorveglianza illegittima del lavoratore.

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