Investigazioni e revisione/revoca assegno di mantenimento

La Corte di Cassazione riconosce piena validità alle investigazioni private nell’ambito delle richieste di revisione o revoca dell’assegno di mantenimento (sia divorzile che di separazione). Tali indagini sono considerate prove atipiche ai sensi dell’art. 116 c.p.c. e possono essere utilizzate per dimostrare, ad esempio, nuove capacità economiche, attività lavorative non dichiarate o la presenza di una convivenza more uxorio dell’ex coniuge. Se il rapporto investigativo è accurato e trova conferma nel corso del giudizio, può costituire un elemento decisivo per ottenere la riduzione o l’eliminazione dell’assegno.

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 617 del 12 gennaio 2026 (Sez. I Civile) afferma che le indagini svolte da un investigatore privato, se confermate in sede testimoniale, costituiscono prove pienamente utilizzabili per ottenere la riduzione o la revoca dell’assegno di mantenimento. In particolare, documentazione come fotografie e video idonei a dimostrare lo svolgimento di attività lavorative non dichiarate da parte dell’ex coniuge può risultare determinante ai fini della decisione.

Punti chiave secondo la giurisprudenza di Cassazione:

  • Finalità Indagini: verificare concretamente il reale stile di vita, individuare eventuali attività lavorative non dichiarate, accertare la presenza di una nuova convivenza stabile o l’esistenza di redditi e patrimoni occultati.
  • Valore delle indagini: le relazioni investigative rientrano tra le prove “atipiche”, liberamente valutabili dal giudice, ma assumono particolare rilevanza quando trovano conferma nella deposizione dell’investigatore in giudizio.
  • Prove in Tribunale: le relazioni investigative, insieme a fotografie e video, costituiscono elementi documentali che il giudice può apprezzare secondo il proprio prudente giudizio; la deposizione dell’investigatore in aula assume un ruolo centrale nel confermare quanto rilevato.
  • Revoca dell’assegno: la soppressione dell’assegno è legittima qualora venga accertata una convivenza more uxorio oppure un’attività lavorativa sommersa del beneficiario, elementi che escludono lo stato di bisogno dichiarato.
  • Applicabilità: il principio è estendibile anche ai figli maggiorenni, consentendo di dimostrarne la capacità lavorativa e l’autosufficienza economica, con conseguente cessazione dell’obbligo di mantenimento.
  • Ruolo del privato: attività come pedinamenti e osservazioni, se svolte professionalmente e nel rispetto della normativa sulla privacy (ad esempio in luoghi pubblici), rappresentano validi elementi di prova.

Questa decisione rafforza il ruolo delle agenzie investigative nel diritto di famiglia, riconoscendo al materiale raccolto un peso significativo nella revisione degli equilibri economici successivi alla separazione.

Sentenze recenti:
Riduzione per lavoro “in nero”: con l’ordinanza n. 617/2026, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittima la diminuzione dell’assegno di mantenimento sulla base di indagini che dimostravano l’avvio di un’attività lavorativa non dichiarata da parte dell’ex coniuge.

  • Proporzionalità: l’assegno deve essere rideterminato al ribasso quando il reddito dell’obbligato subisce una riduzione significativa, così da evitare che l’importo diventi eccessivamente gravoso (ord. n. 19288/2025).
  • Revoca per convivenza: l’accertamento di una convivenza more uxorio, caratterizzata da stabilità e continuità, da parte dell’ex coniuge beneficiario comporta la cessazione del diritto all’assegno.

È essenziale che l’investigatore operi nel pieno rispetto della legge, altrimenti le prove raccolte rischiano di essere considerate inutilizzabili in giudizio.

Molestie sessuali e investigazioni private

LA VICENDA
La vicenda trae origine da un procedimento penale per il reato di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore, che avrebbe subito atti sessuali da parte dello zio sul divano, dove ella si trovava prima che vi si sedesse anche il fratello dell’imputato, e che l’imputato, suo zio, per compiere gli atti illeciti, aveva approfittato di una coperta, utilizzata da tutte e tre le persone in quel momento presenti sul divano.

LE RISULTANZE DEL GIUDIZIO ABBREVIATO
Nel giudizio abbreviato, il G.u.p. del Tribunale di Lamezia Terme aveva assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, decisione confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro.
Il giudizio di inattendibilità delle dichiarazioni della persona offesa in ordine alla violenza sessuale si fonda primariamente sul contrasto tra quanto raccontato dalla ragazza e quanto riferito dalle altre persone presenti al momento e sul luogo del fatto all’investigatore privato.

 

LA CASSAZIONE
La persona offesa, costituita parte civile, proponeva ricorso per cassazione.
La Cassazione penale sezione 3 con la sentenza numero 8019 depositata il 2 marzo 2026 ha ricordato che sono inutilizzabili le dichiarazioni raccolte e verbalizzate dall’investigatore privato. legittimato esclusivamente a procedere ad un “colloquio non documentato ( ex Art 391-bis C.p.p).

Risolto grazie alle investigazioni private il caso Claps

TESI DOTT.SSA DEBORAH IACOVINO E RELATORE PROF. ALBERTO PAOLETTI

Sono profondamente grata al relatore della mia tesi, il professor Alberto Paoletti, responsabile del Nucleo Indagini Private di Firenze, per avermi dato la possibilità di mettermi in contatto con uno stimato investigatore, Marco Gallo e per avermi guidatocon professionalità e costante supporto nella stesura della mia tesi dal titolo “L’importanza delle investigazioni private nell’accertamento dei fatti- Il caso Elisa Claps”.

I preziosi suggerimenti del professor Paoletti e la sua competenza nel campo delle investigazioni private sono stati fondamentali per la stesura del mio elaborato finale.

L’investigatore privato dei nostri giorni rappresenta una figura professionale fondamentale nel panorama investigativo contemporaneo che si è consolidata ed evoluta durante gli anni fino a rappresentare un elemento rilevante all’interno dell’intero sistema giustizia. Diversi sono stati gli interventi normativi che hanno trasformato questa figura, da un’attività quasi del tutto privata e poco regolamentata, a una professione altamente qualificata e soggetta a stringenti controlli prefettizi e normative europee. Difatti, l’evoluzione legislativa, che da sempre caratterizza questa figura professionale, è stata in grado di trasformare l’ investigatore privato da sempre guardato con sospetto, ad un vero e proprio professionista meritevole di fiducia, al servizio dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni.

L’investigatore privatoche conosce i propri poteri, i propri limiti legali e operativi è sicuramente in grado di offrire un valido contributo alle indagini fornendo non solo al proprio cliente, ma anche agli inquirenti dei validi elementi/spunti d’indagine volti alla conoscenza dei fatti.

L’OMICIDIO DI ELISA CLAPS E LE INVESTIGAZIONI PRIVATE

La mia tesi non è solo la storia o meglio la cronaca dell’ indagine del caso Elisa Claps, bensì la dimostrazione che sul proprio cammino, seppur triste e segnato dallo sconforto, un professionista come l’investigatore  privato Marco Gallo è stato in grado di offrire gratuitamente il proprio ausilio, per far luce su quella misteriosa e presunta scomparsa di Elisa in una soleggiata domenica di settembre del 1993; poi ritrovata senza vita il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa “Santissima Trinità” di Potenza, a circa quattordici metri d’altezza dall’altare.

LA SCOPERTA DELL’ASSASSINO DANILO RESTIVO

Infatti, solo grazie alle preziose informazioni fornite dall’investigatore italiano alla polizia del Dorset a seguito dell’omicidio di Heather Barnett, si sono riaccesi in Italia i riflettori su Danilo Restivo. Con la mia tesi ho voluto ricordare Elisa e tutte quelle donne vittime della mano omicida di un uomo. Nel 1993 non si era soliti parlare di femminicidio, ma di questo si trattava.

Ci  vollero ben diciassette anni per fermare Danilo Restivo. Diciassette lunghi anni di dolore, di rabbia, di omicidi, di depistaggi per assicurare il colpevole alla giustizia. Ci volle la pazienza, la tenacia, la professionalità di un investigatore privato per far accendere i riflettori su Danilo Restivo.

Le vicende vissute e condivise dall’investigatore, mi hanno permesso di offrire una narrazione interamente autentica e la più completa possibile, capace dievidenziare come la resilienza, la pazienza, la tenacia e l’alacrità sono qualità essenziali ed imprescindibili di un buon investigatore privato.

Solo l’abnegazione e l’entusiasmo per il proprio lavoro, anche quando questo si scontra con  innumerevoli ostacoli e difficoltà, sono peculiarità che denotano un integerrimo e capace investigatore privato e che dovrebbero contraddistinguere qualsiasi persona nel proprio lavoro.

sicurezza nell’azienda

Licenziamento per giusta causa (“in tronco”, senza preavviso, art. 2119 c.c.).

Il datore di lavoro può licenziare “in tronco” (senza preavviso) un dipendente assunto a tempo indeterminato quando l’inadempienza del lavoratore è talmente grave da compromettere il rapporto di fiducia con l’azienda e da non consentire – neppure in via provvisoria – la prosecuzione del rapporto di lavoro. Tra i diversi casi di licenziamento legittimo si possono annoverare a scopo puramente esemplificativo e non esaustivo:

  • La fruizione fraudolenta di permessi (L.104/92)
  • L’espletamento di attività, durante un periodo di malattia, incompatibili con la malattia stessa e/o che rischiano di rallentare la guarigione;
  • Falsa malattia;
  • Furto di beni aziendali;
  • Lo svolgimento di altra attività lavorativa durante la cassa integrazione;
  • Ripetute assenze alla visita fiscale;
  • La sistematica assunzione di sostanze stupefacenti o alcolici sul luogo di lavoro;
  • Falsificazione di badge o di strumenti per il monitoraggio di assenze e presenze; etc.

Il nostro Istituto, grazie ad un team di investigatori altamente specializzato, è in grado di raccogliere informazioni e prove riproducibili in un eventuale contenzioso, volte a supportare la legittimità di un licenziamento operato nei confronti di un dipendente che abbia posto in essere gravi comportamenti in pregiudizio del proprio datore di lavoro.

Concorrenza sleale, contraffazione marchi, Infedeltà soci, partners, agenti

La difesa dell’immagine commerciale dell’azienda è intesa alla salvaguardia del marchio di fabbrica o del brevetto industriale, e può essere realizzata attraverso attività di investigazione, volte alla lotta contro la contraffazione o altri illeciti concorrenziali, ad esempio:

  • Infedeltà di collaboratori, soci e partners in affari;
  • Accertamento dell’effettiva violazione di diritti su marchi e brevetti;
  • Acquisizione delle prove relative alle suddette violazioni, finalizzate ad un loro utilizzo in sede penale o civile (anche mediante eventuali servizi di osservazione)
  • Monitoraggio web su violazione di marchi, brevetti e proprietà intellettuale.

Bonifiche Telefoniche ambientali, Digital Investigation – Penetration Test

Perizie Computer, Smartphone, tablet, Cellulari Perizie Host e mainframe, vulnerability assessment & penetration test attraverso la consulenza di tecnici altamente esperti in Informatica forense.

Se sei interessato ai nostri servizi investigativi in ambito aziendale,  contattaci per saperne di più.

 

 

 

Analisi reputazione clienti, fornitori e partner

 

L’analisi OSINT (Open Source Intelligence) reputazionale dei clienti è un processo di ricerca e analisi delle informazioni disponibili sulla rete al fine di valutare la reputazione online di un cliente, di un’organizzazione, di un partner. Questa analisi è fondamentale per le imprese o privati che desiderano comprendere meglio il proprio partner,  cliente, fornitore, collaboratori, soci etc.

L’analisi OSINT    può includere la ricerca di informazioni come la presenza sui social media, le recensioni online, le notizie relative all’organizzazione,  le informazioni sui precedenti legali o di frode, le informazioni sulle partnership commerciali e altro ancora. Queste informazioni possono essere utilizzate per creare un quadro completo della reputazione online e per identificare eventuali aree problematiche o di rischio.

L’analisi delle tendenze,  delle parole chiave,  delle reti sociali e del sentiment devono essere effettuate  in maniera  etica e rispettosa della privacy delle persone coinvolte.

Cosa è l’analisi delle tendenze e delle parole chiave?

Questa analisi consente di identificare le tendenze emergenti e le notizie rilevanti per la ricerca, mentre l’analisi delle parole chiave consente di individuare le parole  pertinenti e di monitorare la presenza online del soggetto indagato.

Cosa è l’analisi delle reti sociali e del sentiment?

Le reti social possono fornire informazioni sulla presenza online del cliente, partner o fornitore sui social media e sulle interazioni con altri utenti, mentre l’analisi del sentiment può valutare l’atteggiamento generale dei clienti o degli utenti online verso il soggetto interessato.

L’analisi OSINT  può essere anche utilizzata per prendere decisioni commerciali informate e mitigare i rischi reputazionali prima che possano avere un impatto negativo sull’azienda.

Per tali ricerche  devono essere utilizzate  le migliori tecniche investigative e tecnologie al fine di ottenere risultati affidabili e accurati.

Se sei interessato ai nostri servizi investigativi OSINT,  contattaci per saperne di più.

 

 

 

L’assegno di divorzio spetta all’ex che lavora in nero? La Corte di Cassazione risponde con l’ordinanza n. 5077/2021

L’assegno di divorzio o assegno divorzile è la somma che un coniuge corrisponde all’altro (in seguito al divorzio) quando egli risulta privo di reddito.

In questo ambito, come tanti altri, l’investigatore privato può intervenire e svolgere un ruolo decisivo mediante il suo contributo.

 

Recentemente la Corte di Cassazione ha ritenuto dirimente l’operazione degli investigatori privati nel ricercare e fornire prove utili a dimostrare che la moglie, a cui il tribunale aveva riconosciuto il diritto di percepire un assegno di divorzio dall’ex marito, in realtà non avesse alcun diritto a ricevere tale somma di denaro dall’ex coniuge, poiché era stata sorpresa a svolgere un’attività lavorativa in nero.

Nella fattispecie il tribunale, con sentenza di divorzio definitiva, aveva deciso che l’ex marito avrebbe dovuto dare sia un assegno di mantenimento per il figlio, sia un assegno di divorzio per l’ex moglie in quanto risultava che quest’ultima non avesse più un lavoro presso lo studio commercialista a causa di una patologia da cui era affetta che le impediva di lavorare.

La signora, mediante appello incidentale, domandava l’aumento dell’assegno divorzile previsto.

La Corte d’appello rigettava le doglianze della donna in quanto l’ex marito, attraverso gli accertamenti svolti dall’investigatore privato, aveva dimostrato che l’ex moglie in realtà non doveva beneficiare di alcun assegno. Infatti, le prove raccolte dagli investigatori dimostravano che l’interessata svolgeva un’attività lavorativa e percepiva un reddito, seppur in nero.

Mediante ricorso per Cassazione la signora lamentava che il giudice di secondo grado avesse utilizzato le indagini investigative per rigettare la sua domanda.

La Suprema Corte ritiene inammissibile tale ricorso sulla scorta dell’argomentazione secondo cui lo stato di salute della donna non era tale da impedirle di lavorare, tant’è che era stata sorpresa a svolgere altre attività ludiche e sportive come guidare, passeggiare e utilizzare la bicicletta. Ma, in ogni caso, tale mantenimento non le spettava in quanto svolgeva un’attività lavorativa continuativa, prestata in nero dal 2011.

Per tale motivo, con l’ordinanza n. 5077/2021, la Corte di Cassazione riconferma l’importanza e il fondamentale contributo delle investigazioni private nell’accertare fatti da provare in giudizio e, in particolare, tutti quei fatti idonei a negare un assegno divorzile a beneficio di una persona che, apparentemente risulterebbe priva di reddito, ma che in realtà svolge attività in nero.

Quali sono i rischi per il detective nella comunicazione delle risultanze investigative al cliente??? Urge un aggiornamento della normativa

Questa delicata problematica è stata approfondita dalla Psichiatra Dott.ssa Gioia Piazzi con la tesi (votazione 110 e lode) titolata “La psicologia del cliente. Studio preliminare per la formulazione di un vademecum per l’investigatore privatoRelatore Alberto Paoletti* Docente del Master di II Livello in Scienze Forensi presso l’Università “La Sapienza” (Responsabile Didattico-Scientifico Prof. Avv. Natale Fusaro).

L’analisi psicologica e comportamentale del cliente da parte dell’investigatore privato, durante il primo colloquio preliminare al conferimento dell’incarico, è fondamentale per evitare pericolose ed incontrollate reazioni da parte del mandante nel momento della comunicazione delle risultanze investigative.

Lo spunto della Tesi è scaturito da un fatto reale.

L’investigatrice Agata (nome di fantasia) assume un incarico da parte di un uomo convinto che la moglie lo tradisca. Tra l’altro il cliente non sembra particolarmente angosciato, ma vuole verificare la situazione.

Durante le indagini i collaboratori di Agata scoprono che la moglie del cliente si trova in un locale pubblico insieme ad un altro uomo.

Mentre i collaboratori sono dentro il locale per cercare di fotografare la coppia, il cliente chiama Agata e gli chiede aggiornamenti. È teso e l’investigatrice, sospettando un intento aggressivo, inizialmente comunica solo informazioni generiche. Il cliente però insiste e richiede espressamente di sapere con chi sia la consorte e soprattutto nome e indirizzo del locale.

Agata si vede costretta a dare tutte le informazioni richieste, proprio in virtù della normativa che impone all’investigatore di informare tempestivamente il cliente sulle risultanze investigative.

Dopo pochissimo tempo il cliente si presenta al locale, individua la moglie, la trascina fuori e le infligge varie coltellate. L’uomo viene arrestato e poi condannato.

Questa storia, realmente accaduta, rivela quanto la norma di legge sia distante dalla realtà e dalle situazioni che ogni giorno vivono sul campo gli investigatori privati.

L’obbligo di comunicare tempestivamente le informazioni raccolte può mettere a rischio l’incolumità del cliente, del consorte o di terzi e anche dell’investigatore.

In definitiva, al fine di evitare queste tragiche conseguenze, ed adeguare le norme alla concreta attività operativa,   la Federpol, principale associazione degli investigatori privati  dovrà promuovere  una  radicale revisione delle Regole deontologiche privacy (per Avvocati ed Investigatori privati)  che all’art. 8, VI co.: obbligano  l’investigatore privato ad informare periodicamente il difensore o il soggetto che ha conferito l’incarico, anche al fine di permettere loro una valutazione tempestiva circa le determinazioni da adottare riguardo all’esercizio del diritto in sede giudiziaria o al diritto alla prova.

*  Alberto Paoletti – Direttore Nucleo Indagini Private INFORMARK s.r.l.u.

Studiare Criminologia e Scienze Forensi

Master di II Livello in SCIENZE FORENSI
“Criminologia – Investigazione – Security – Intelligence”
A.A. 2019-2020 (XVIII Edizione)
Direttore Prof. Natale Mario di Luca
Facoltà di Farmacia e Medicina

DIGEF – Dipartimento di Studi Giuridici Filosofici ed Economici – Facoltà di Giurisprudenza
Sezione di Diritto Penale, Procedura Penale e Criminologia

Scadenza presentazione domande di ammissione 15 Gennaio 2020

 

 

In collaborazione con
LABORATORIO DI GIUSTIZIA PENALE
Facoltà di Giurisprudenza
Dipartimento di Studi Giuridici, Filosofici ed Economici – DIGEF
“Istituto di Diritto Penale, Procedura Penale e Criminologia”
Società Italiana di Criminologia
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Unione Camere Penali Italiane (UCPI)
Camera Penale di Roma
Associazione Nazionale Forense (ANF- Penale) Roma
OSDIFE (Osservatorio sulla Sicurezza e Difesa e CBRNe)
ORFT (Osservatorio sul Riciclaggio e Finanziamento del Terrorismo)
CRST (Centro di Ricerca sulla Sicurezza ed il Terrorismo)
Istituto di Ricerca EU.R.E.S. – Ricerche Economiche e Sociali
IISFA (International Information System Forensics Association)
Fondazione “Guglielmo Gulotta”
Laboratorio GENOMA
Laboratorio SIMEF (Studio Indagini Mediche E Forensi)
Istituto Nucleo Indagini Private INFORMARK

Segreteria Didattico Scientifica
Coordinatore – Avv. Prof. Natale Fusaro
Sito Web: https://web.uniroma1.it/masterscienzeforensi/

E-mail: scienzeforensi@uniroma1.it

“La criminologia moderna non può essere soltanto una esposizione teorica di principi filosofici e giuridici; deve essere anche studio organico e psichico dell’uomo delinquente e delle condizioni dell’ambiente che lo spingono al delitto; deve essere indagine tecnica sulle prove generiche e specifiche del reato; deve essere rilievo sperimentale degli atteggiamenti che specialmente gli imputati ed i testimoni assumono nel giudizio penale ed i condannati nel carcere; deve essere nozione positiva delle riforme parziali (e dei loro effetti) che al tipo tradizionale di giustizia penale si sono portate e si portano ogni giorno in tutti i paesi civili; deve essere esame obiettivo di processi penali autentici, quali si trovano negli archivi giudiziari, per anatomizzarli tanto dal lato psicologico e sociale, quando dal lato procedurale e giuridico, e rilevare come le leggi e la giurisprudenza si applichino nella vita quotidiana; deve essere anche palestra educativa di oratoria forense”.

Ragioni e scopi ritenuti tuttora attuali, al pari dei principi e degli scopi della Scuola Tecnica di Polizia, fondata sempre alla SAPIENZA dal Prof. Salvatore Ottolenghi nel 1910 – Maestro di Medicina Legale e Criminalistica, al quale va il grande merito di aver saputo dare attraverso il Suo Programma di Polizia Scientifica concreta applicazione nel settore delle Investigazioni alla Medicina Legale, all’Antropologia e alla Psichiatria. All’interno della Facoltà di Giurisprudenza, in linea con la tradizione della Scuola di Applicazione Giuridico Criminale della SAPIENZA è stato istituito il Laboratorio di Giustizia Penale, presso la Sezione di Diritto Penale, Procedura Penale e Criminologia del DIGEF – Dipartimento di Studi Giuridici Filosofici ed Economici.

Dall’A.A. 2015-2016 il Laboratorio di Giustizia Penale collabora ed implementa le attività didattico scientifiche del Master in Scienze Forensi (Criminologia – Investigazione – Security – Intelligence), attraverso l’organizzazione di seminari nei quali vengono affrontate tematiche inerenti il Diritto Penale, la Procedura Penale e la Criminologia.

Organizzazione delle attività formative
Le lezioni si tengono di regola nelle sole giornate di venerdì (h. 15-19) e sabato (h. 10-14 e 15-19) in modo da agevolare i professionisti ed i fuori sede. Le lezioni, i seminari e le EPG prevedo la presentazione e l’analisi di casi giudiziari, perizie e consulenze tecniche che vengono illustrate e discusse con i Frequentanti i quali provvedono alla redazione di apposite relazioni e note critiche al riguardo, il tutto al fine di contribuire alla formazione professionalizzante tipica dei Master Universitari.
Il calendario delle attività didattiche e seminariali è strutturato tenendo conto del Calendario Accademico della SAPIENZA armonizzando al meglio la distribuzione delle ore di didattica frontale in periodi non interessati da festività.

Crediti Formativi Professionali
Per il personale sanitario (Medici, Psicologi, Farmacisti ecc.) dipendente o libero professionista, operante nel settore della Sanità, sia privata che pubblica, la frequenza del Master esonera dall’obbligo dei crediti E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) per l’anno di frequenza.
Per gli Psicologi e gli Psicologi-Psicoterapeuti interessati all’iscrizione in qualità di Psicologo Giuridico all’Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso i Tribunali la frequenza del Master comporta il soddisfacimento del criterio minimo di formazione specifica relativo al percorso formativo (teorico-pratico) post laurea, della durata non inferiore a 50 ore nell’ambito della Psicologia Giuridica e Forense, come previsto dalla Delibera dell’Ordine Psicologi del Lazio n. 251-11 del 13-06-2011.
Per gli Avvocati ed i Praticanti Avvocati la frequenza del Master comporta il riconoscimento di 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) come da delibera del C.O.A. di Roma.

Informazioni
Tutte le informazioni utili (modalità di partecipazione; quota di iscrizione; calendario delle lezioni ecc.) sono disponibili sul Sito Web: https://web.uniroma1.it/masterscienzeforensi/
Per contattare la Segreteria inviare una mail all’indirizzo: scienzeforensi@uniroma1.it
Scadenza presentazione domande di ammissione 15 Gennaio 2020

 

In aumento le indagini preventive

A trent’anni dall’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale sono in forte aumento le indagini preventive, mentre ancora scarsa la collaborazione tra avvocati penalisti e investigatori privati.

 Il convegno che si è tenuto recentemente a Firenze (promosso da Federpol – Federazione Italiana degli investigatori privati – rappresentata dal Presidente Luciano Tommaso Ponzi, Antonio Berneschi Presidente Reg. ­e dalla Camera Penale di Firenze rappresentata dal Presidente Avv. Luca Bisori) ha avuto per oggetto l’evoluzione delle indagini difensive dall’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale nel 1989.

Nonostante l’enucleazione teorica del principio della parità tra le parti, l’incidenza statistica dell’impiego dell’investigatore privato nel processo penale è molto esigua, come emerge anche da una ricerca dell’Unione Camere Penali.

Riportiamo una sintesi della relazione di Alberto Paoletti (Responsabile Nucleo Indagini Private Informark, Comitato Legislativo Federpol), che opera nel settore delle investigazioni private da 50 anni, e che ha analizzato le principali cause – vere o presunte – di questa limitata collaborazione:

L’investigatore privato costa troppo.

Questa prima causa non ci trova d’accordo. Infatti, all’indomani della riforma del 1989 fu creata una task force di detective Federpol, disponibili ad una sorta di gratuito patrocinio   a favore dei non abbienti, anche per sperimentare sul campo questa nuova attività. Più tardi, con la Legge 29 marzo 2001, n. 134 fu riconosciuto anche per l’investigatore il patrocinio a carico dello Stato a favore dei non abbienti.

La mancanza degli strumenti investigativi.

Questa motivazione è, purtroppo, vera: l’investigatore privato non dispone, ad esempio, di accessi on line alle banche dati riservate come il suo omologo pubblico. Questi, con un semplice click, può effettuare screening di testimoni e persone informate sui fatti. In realtà, l’investigatore privato italiano ha spesso delle difficoltà anche ad accedere anche a certi uffici anagrafici pubblici: le armi pari sono più una vocazione che una realtà!

 – Le  rogatorie all’estero e le indagini difensive

Nelle indagini internazionali  i detective dispongono di notevoli possibilità operative; con una semplice e-mail possono, ad esempio, organizzare in tempi rapidi un pedinamento all’aeroporto di New York o ricercare un testimone a Santo Domingo. Infatti dispongono di una rete di corrispondenti in tutto il mondo, grazie alla WAD, World Association of Detective.

Purtroppo, ai fini dell‘utilizzabilità di atti compiuti all’estero, per tutte le parti processuali, deve essere esperita la procedura prevista dal codice in materia di rogatorie, e il difensore ha l’obbligo di passare attraverso la richiesta al PM o al GIP, affinché venga attivata la procedura della rogatoria internazionale.

 L’assenza di una forma mentis da parte dei penalisti ad avvalersi dell’investigatore privato.

Questo avviene anche a causa dalla scarsa conoscenza da parte di alcuni legali delle concrete modalità operative e delle tecniche investigative. Esiste una cautela diffusa ad avventurarsi in terreni poco frequentati. Molto più diffuso è il ricorso ai consulenti tecnici, i quali presenterebbero minori rischi operativi.

Al contrario, è in grande aumento il ricorso agli investigatori privati per la ricerca delle fonti di prova a favore delle persone offese dal reato per l’eventualità che si instauri un procedimento penale.

L’avvocato può disporre quindi preliminarmente di prove, già “confezionate” dall’investigatore privato che consentono di programmare la strategia difensiva più idonea. Gli ambiti privilegiati sono i reati contro le aziende: furti, concorrenza sleale, abusi Legge 104, simulazioni fraudolente di malattie, contraffazioni di marchi. A proposito di quest’ultimi, dietro molti scoop giornalistici di sequestri di merce contraffatta da parte della Guardia di Finanza esiste un lavoro sottotraccia di investigatori privati che rimangono anonimi per ovvi motivi di sicurezza.

Inoltre, a proposito delle  indagini preventive, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13110 si è pronunciata in merito a un caso di furti subiti da una società che aveva direttamente commissionato le indagini private ad una società investigativa. Gli esponenti   sostenevano la presunta violazione della legge processuale, in quanto le indagini preventive non erano state commissionate dall’avvocato difensore ad investigatori autorizzati ex art 222, bensì direttamente dall’azienda committente.

La corte ha confermato che l’azienda, non aveva l’obbligo di nominare un difensore e che non le era preclusa la facoltà di rivolgersi direttamente ad un investigatore privato autorizzato ex art. 134 Tulps al fine di verificare la fondatezza dei sospetti circa la fuoriuscita indebita di materiale. Infatti, l’art. 327 bis si riferisce unicamente all’attività svolta dal nominato difensore in pendenza di procedimento. Anche questo è stato risolto con aggravio di spese per il committente e gli investigatori.

– Il processo di revisione

Altra  importantissima area di intervento, per la quale gli investigatori privati sono scarsamente utilizzati è  la procedura di revisione finalizzata al risarcimento per errore giudiziario. I dati più recenti, comunicati dal Ministro della Giustizia e aggiornati al 30 settembre 2018 parlano di un numero di casi di ingiusta detenzione pari a 856per una spesa complessiva in indennizzi di cui è stata disposta la liquidazione che ammonta a 29.539.084,44 euro.

In foto: Luciano Tommaso Ponzi – Presidente Nazionale Federpol, Alberto Paoletti – Comitato Legislativo Federpol, Paolo Tonini – Professore emerito dell’Università di Firenze, Martina Urban – Camera Penale di Firenze, Giorgio Spangher – Professore emerito dell’Università LA SAPIENZA di Roma.

Avvocati e Detective: quale collaborazione?

In questi giorni mass media, giornali, televisioni,  di tutto il mondo ricordano la caduta del muro di Berlino, avvenuta nel 1989. L’anniversario della scomparsa di quella barriera che divideva e contrapponeva due culture, coincide casualmente con la scomparsa, in Italia, di una vecchia cultura processuale, non in linea con l’esigenza di adeguare il processo penale Italiano al modello delle Convenzioni internazionali.

Nonostante le varie contrapposizione interpretative nell’ambiente Forense dell’epoca, il nuovo sistema accusatorio entrò in vigore il 24 ottobre 1989 e la ricorrenza dei 30 anni dall’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura Penale è stata celebrata, in questi giorni, dalla Camera penale e dalla Federpol presso l’Auditorium della CR di Firenze. Proprio questa prestigiosa sede ospitò nel 1989 il primo corso di tecniche investigative propedeutico all’ingresso dei Detectives italiani nel processo alla Perry Mason e promosso da Alberto Paoletti ed Italo Pagliai esponenti del direttivo Federpol (Federazione Naz. Investigatori privati)

Programma dei lavori:

Dopo le presentazioni da parte dell’Avv,Martina Urban della Camera Penale, Luciano Tommaso Ponzi Antonio Berneschi, rispettivamente Presidenti Nazionali e regionali sono state tenute le seguenti relazioni presiedute e moderate dall’ Avv. Laura Antonelli (Responsabile Osservatorio Investigazioni Difensive UCPI)

 

Prova scientifica e investigazioni difensive: dal vecchio al nuovo metodo di conoscenza nel processo penale 

Prof. Paolo Tonini (Università degli Studi di Firenze)

Indagini difensive e tutela della riservatezza

Prof. Gianmarco Baccari (Università degli Studi di Firenze)

La posizione dell’Avvocatura rispetto all’uso delle indagini difensive 

Avv. Eriberto Rosso (Segretario dell’Unione delle Camere Penali Italiane)

Il rischio penale per il difensore

Avv. Lorenzo Zilletti (Responsabile Centro Studi giuridici e sociali “Aldo Marongiu”dell’UCPI)

Relazione conclusiva di sintesi 

Prof. Giorgio Spangher (Università Unitelma SAPIENZA)

L’evoluzione dell’Investigatore privato

 Il convegno ha voluto ripercorrere, attraverso la proiezione di filmati d’epoca, le trasformazioni giuridiche delle Indagini difensive, le conseguenze della riforma dell’istituto della prescrizione ma, soprattutto, l’evoluzione del ruolo dell’investigatore privato attraverso la memoria storica di un protagonista degli ultimi 50 anni di vita professionale,

Alberto Paoletti, del Comitato legislativo Federpol, che inizio questo affascinante, ma complicato mestiere, nel 1969, ha ripercorso le principali modifiche legislative, conseguenti i profondi cambiamenti degli stili di vita della nostra società. Questi i principali argomenti: Riforma Codice Procedura penale del 1989,(processo alla Perry Mason)  Codice deontologico privacy Avvocati del 2008 (limitazioni della Privacy nelle indagini), riforma Ministero Interni del 2010 che rivoluzionò l’accesso alla professione di investigatore privato con l’obbligo di Laurea e praticantato di tre anni, (riqualificazione professionale del Detective) ed infine il Nuovo Regolamento Europeo Privacy.( per una più razionale integrazione dei vari codici Europei)

L’iniziativa, che ha registrato una notevole partecipazione di Avvocati ed investigatori privati, si è conclusa con l’auspicio di una ancor maggiore integrazione tra le categorie professionali degli Avvocati penalisti ed i Detective privati, per cercare di assicurare al cittadino una giustizia sempre più giusta.