L’assegno di divorzio spetta all’ex che lavora in nero? La Corte di Cassazione risponde con l’ordinanza n. 5077/2021

L’assegno di divorzio o assegno divorzile è la somma che un coniuge corrisponde all’altro (in seguito al divorzio) quando egli risulta privo di reddito.

In questo ambito, come tanti altri, l’investigatore privato può intervenire e svolgere un ruolo decisivo mediante il suo contributo.

 

Recentemente la Corte di Cassazione ha ritenuto dirimente l’operazione degli investigatori privati nel ricercare e fornire prove utili a dimostrare che la moglie, a cui il tribunale aveva riconosciuto il diritto di percepire un assegno di divorzio dall’ex marito, in realtà non avesse alcun diritto a ricevere tale somma di denaro dall’ex coniuge, poiché era stata sorpresa a svolgere un’attività lavorativa in nero.

Nella fattispecie il tribunale, con sentenza di divorzio definitiva, aveva deciso che l’ex marito avrebbe dovuto dare sia un assegno di mantenimento per il figlio, sia un assegno di divorzio per l’ex moglie in quanto risultava che quest’ultima non avesse più un lavoro presso lo studio commercialista a causa di una patologia da cui era affetta che le impediva di lavorare.

La signora, mediante appello incidentale, domandava l’aumento dell’assegno divorzile previsto.

La Corte d’appello rigettava le doglianze della donna in quanto l’ex marito, attraverso gli accertamenti svolti dall’investigatore privato, aveva dimostrato che l’ex moglie in realtà non doveva beneficiare di alcun assegno. Infatti, le prove raccolte dagli investigatori dimostravano che l’interessata svolgeva un’attività lavorativa e percepiva un reddito, seppur in nero.

Mediante ricorso per Cassazione la signora lamentava che il giudice di secondo grado avesse utilizzato le indagini investigative per rigettare la sua domanda.

La Suprema Corte ritiene inammissibile tale ricorso sulla scorta dell’argomentazione secondo cui lo stato di salute della donna non era tale da impedirle di lavorare, tant’è che era stata sorpresa a svolgere altre attività ludiche e sportive come guidare, passeggiare e utilizzare la bicicletta. Ma, in ogni caso, tale mantenimento non le spettava in quanto svolgeva un’attività lavorativa continuativa, prestata in nero dal 2011.

Per tale motivo, con l’ordinanza n. 5077/2021, la Corte di Cassazione riconferma l’importanza e il fondamentale contributo delle investigazioni private nell’accertare fatti da provare in giudizio e, in particolare, tutti quei fatti idonei a negare un assegno divorzile a beneficio di una persona che, apparentemente risulterebbe priva di reddito, ma che in realtà svolge attività in nero.

Quali sono i rischi per il detective nella comunicazione delle risultanze investigative al cliente??? Urge un aggiornamento della normativa

Questa delicata problematica è stata approfondita dalla Psichiatra Dott.ssa Gioia Piazzi con la tesi (votazione 110 e lode) titolata “La psicologia del cliente. Studio preliminare per la formulazione di un vademecum per l’investigatore privatoRelatore Alberto Paoletti* Docente del Master di II Livello in Scienze Forensi presso l’Università “La Sapienza” (Responsabile Didattico-Scientifico Prof. Avv. Natale Fusaro).

L’analisi psicologica e comportamentale del cliente da parte dell’investigatore privato, durante il primo colloquio preliminare al conferimento dell’incarico, è fondamentale per evitare pericolose ed incontrollate reazioni da parte del mandante nel momento della comunicazione delle risultanze investigative.

Lo spunto della Tesi è scaturito da un fatto reale.

L’investigatrice Agata (nome di fantasia) assume un incarico da parte di un uomo convinto che la moglie lo tradisca. Tra l’altro il cliente non sembra particolarmente angosciato, ma vuole verificare la situazione.

Durante le indagini i collaboratori di Agata scoprono che la moglie del cliente si trova in un locale pubblico insieme ad un altro uomo.

Mentre i collaboratori sono dentro il locale per cercare di fotografare la coppia, il cliente chiama Agata e gli chiede aggiornamenti. È teso e l’investigatrice, sospettando un intento aggressivo, inizialmente comunica solo informazioni generiche. Il cliente però insiste e richiede espressamente di sapere con chi sia la consorte e soprattutto nome e indirizzo del locale.

Agata si vede costretta a dare tutte le informazioni richieste, proprio in virtù della normativa che impone all’investigatore di informare tempestivamente il cliente sulle risultanze investigative.

Dopo pochissimo tempo il cliente si presenta al locale, individua la moglie, la trascina fuori e le infligge varie coltellate. L’uomo viene arrestato e poi condannato.

Questa storia, realmente accaduta, rivela quanto la norma di legge sia distante dalla realtà e dalle situazioni che ogni giorno vivono sul campo gli investigatori privati.

L’obbligo di comunicare tempestivamente le informazioni raccolte può mettere a rischio l’incolumità del cliente, del consorte o di terzi e anche dell’investigatore.

In definitiva, al fine di evitare queste tragiche conseguenze, ed adeguare le norme alla concreta attività operativa,   la Federpol, principale associazione degli investigatori privati  dovrà promuovere  una  radicale revisione delle Regole deontologiche privacy (per Avvocati ed Investigatori privati)  che all’art. 8, VI co.: obbligano  l’investigatore privato ad informare periodicamente il difensore o il soggetto che ha conferito l’incarico, anche al fine di permettere loro una valutazione tempestiva circa le determinazioni da adottare riguardo all’esercizio del diritto in sede giudiziaria o al diritto alla prova.

*  Alberto Paoletti – Direttore Nucleo Indagini Private INFORMARK s.r.l.u.

Tradimento, leggi quali indizi possono rivelarlo

La vita di coppia si basa su un principio semplicissimo: la fiducia reciproca. Non è sempre facile però metterlo in pratica. Molti indizi, infatti, possono farci pensare a un tradimento ad opera del nostro partner. Hai qualche sospetto che il tuo lui o la tua lei ti tradisca? Vediamo cosa fare – ma soprattutto cosa NON fare – in questi casi.

Come riconoscere gli indizi di infedeltà?

Molti segnali possono far pensare a un possibile tradimento, soprattutto se si tratta comportamenti mai adottati prima. Bisogna tuttavia ricordare che questi indizi non sono necessariamente sintomo di infedeltà coniugale, in ogni caso entrano in gioco specifici fattori.

Iniziamo dai dispositivi elettronici, telefono e computer: l’improvviso cambiamento di PIN, password o segno di sblocco, l’elevato traffico telefonico, il cellulare spesso occupato o in modalità silenziosa. Dietro tutto questo potrebbe esserci la volontà di nascondere contenuti privati.

Inoltre, se il vostro partner passa molto tempo al pc in orari insoliti, spesso a tarda notte, si connette a siti di incontri o cancella la cronologia di navigazione, potrebbe avere in mente di tradirvi (se non l’ha già fatto).

Altro indizi di un tradimento in atto possono essere i cambiamenti nelle abitudini. L’improvvisa nascita di nuovi hobby, un cambio di look o di stile di vita sono un chiaro campanello d’allarme. Così come l’inspiegabile aumento di impegni di lavoro e uscite con gli amici.

Fin qui abbiamo parlato di indizi “tecnici”. Una crisi nei rapporti personali è però la prima causa scatenante di un tradimento. Come riconoscerla? Scarsa loquacità, atteggiamenti aggressivi. Ma anche diminuzione dei rapporti sessuali e minore considerazione nei confronti dei figli.

Cosa NON fare

È di fondamentale importanza non improvvisarsi investigatore: si rischiano accuse penali per stalking. Se sospettate di essere traditi, non parlatene con nessuno, mantenete un comportamento normale e non accusate subito il vostro partner. Neppure se colto sul fatto.

Cosa fare: assumere un investigatore privato

Ingaggiare un detective professionista ha molti vantaggi: è autorizzato dalla legge a compiere attività di osservazione e pedinamento nel rispetto della privacy. Inoltre, è un testimone qualificato, quindi molto prezioso in sede giudiziaria.

Rivolgiti al Nucleo Indagini Private Informark. Contattaci per scoprire in nostri servizi per le problematiche familiari.

Leggi qui le statistiche sul tradimento.

Privacy Day Forum, l’intervento di Alberto Paoletti

Mercoledì 19 Giugno alle ore 14:30, presso il CNR di Pisa si terrà il forum annuale di Federprivacy. Fra i vari interventi, anche quello di Luciano Tommaso Ponzi (Presidente nazionale Federpol) e Alberto Paoletti, Delegato nazionale privacy e membro del Comitato Legislativo Federpol. Il tema trattato sarà la privacy in ambito investigativo privato.

Verranno analizzati alcuni problemi che la Federpol ha già comunicato al Garante per la privacy. Si approfondirà l’obbligo di rilascio dell’informativa da parte degli Investigatori privati, quando i dati vengono raccolti direttamente dall’interessato.  I giornalisti invece sono esclusi da questo obbligo se pregiudica la realizzazione del servizio o costituisce rischio per la sicurezza.

Un’altra criticità riguarda la nomina del Responsabile per la Protezione dei dati (Dpo) da parte degli Investigatori privati. La normativa precisa che questa figura deve essere nominata quando avviene un trattamento di dati «su larga scala» ma non specifica parametri esatti.

Infine, si affronterà il problema delle nomine del Titolare del trattamento, responsabile e sub responsabile da parte delle agenzie di investigazione privata. Ad esempio, se una compagnia di assicurazioni o una banca nominano l’Agenzia “responsabile”, questa è obbligata a comunicare al cliente i nomi dei corrispondenti (sub responsabili). In tal modo, il cliente conoscerebbe tutta la filiera investigativa. Potrebbe quindi rivolgendosi direttamente ai corrispondenti bypassando il primo fornitore.

Il programma del Privacy Day Forum

Alberto Paoletti, responsabile Nucleo Indagini Private Informark di Firenze, è Docente di Tecniche Investigative presso Università La Sapienza. Ha fatto parte delle commissioni del Garante della Privacy per la stesura del Codice Deontologico per Avvocati e Investigatori Privati (entrato in vigore il 1° Gennaio 2009) e del Codice Deontologico delle Informazioni Commerciali (in vigore dal 2016).