Investigazioni private e assenze per malattia: autista sorpreso sulle piste da sci

Un autista di autobus di 51 anni,  è stato licenziato per giusta causa dopo essere stato sorpreso da investigatori privati a sciare nel comprensorio di Prato Nevoso mentre risultava assente dal lavoro per malattia.

L’azienda aveva maturato sospetti a causa della frequente coincidenza tra le assenze per malattia e turni lavorativi particolarmente sgraditi, nonché per il ricorso sistematico a certificati medici successivi a periodi di ferie. Le indagini hanno documentato l’uomo sulle piste da sci durante un periodo coperto da certificazione medica.

Secondo gli accertamenti, i certificati contestati sarebbero stati rilasciati dalla moglie, medico dell’Asl, in alcuni casi anche con effetto retroattivo. Le prove raccolte hanno portato all’avvio di un procedimento disciplinare conclusosi con il licenziamento.

La vicenda potrebbe avere anche risvolti penali: l’ex dipendente rischia un’indagine per truffa ai danni dell’azienda, mentre la moglie potrebbe essere chiamata a rispondere di falso ideologico. La documentazione è stata trasmessa alla Procura e all’Ordine dei Medici.

Nel manuale “Le investigazioni private. Guida operativa” di Alberto Paoletti e Giampaolo Luzzi, Edizione “BTT”, viene approfondito il tema delle indagini aziendali. Il volume è reperibile cliccando sul tasto “Acquista ora”.

Garante privacy: sì ad accesso proprie email dopo fine rapporto lavoro

Il Garante per la protezione dei dati personali, nella Newsletter n. 546 del 15 aprile 2026, ha affermato che il lavoratore può accedere ai messaggi del proprio account email aziendale e ai documenti presenti nel pc dopo la fine del rapporto di lavoro. Eventuali limitazioni devono essere motivate da specifiche e comprovate ragioni, come la tutela di segreti aziendali.

È quanto ha affermato il Garante per la protezione dei dati personali accogliendo il reclamo di un ex dipendente di una compagnia assicurativa, che aveva chiesto copia dei messaggi della propria casella di posta elettronica aziendale e dei documenti salvati nel pc. La società aveva effettuato un accesso alla posta elettronica dell’ex dipendente e, dopo averne esaminato il contenuto, aveva fornito esclusivamente i messaggi ritenuti “strettamente personali”, escludendo quelli legati all’attività lavorativa.

Secondo il Garante, il diritto di accesso riguarda tutti i dati personali, comprese le comunicazioni intercorse tramite un account aziendale individualizzato. Non è quindi legittimo selezionare preventivamente i contenuti da fornire né limitarli o oscurarli sulla base della distinzione tra ambito personale e professionale.

L’Autorità ha inoltre rilevato criticità nella gestione dei dati, in particolare per la mancanza di trasparenza nelle informative e per i tempi di conservazione delle email (5 anni) e dei dati di navigazione (12 mesi), ritenuti non proporzionati rispetto alle finalità dichiarate.

Per le violazioni accertate è stata inflitta una sanzione di 50mila euro. Il Garante ha inoltre ordinato di consentire l’accesso integrale ai dati richiesti e di adeguare informative e policy interne alla normativa privacy.
Fonte: Garante per la protezione dei dati personali
Provvedimento del 12 marzo 2026

GPS per “controlli difensivi”

L’utilizzo di sistemi GPS per monitorare dipendenti sospettati di infedeltà aziendale (come uso improprio dell’auto aziendale, falsa malattia o abuso di permessi 104) è un tema complesso che bilancia il diritto di controllo del datore di lavoro e la privacy del lavoratore.

Per i Giudici di legittimità, il datore di lavoro è legittimato a controllare l’operato del dipendente che lavora fuori sede attraverso il sistema GPS anche tramite investigatori privati.
Con la sentenza del 12 ottobre 2015, n. 20440, i Giudici hanno ritenuto legittimo il licenziamento intimato da un datore di lavoro che, con il sistema GPS e con l’ausilio di un’agenzia investigativa, aveva accertato che il lavoratore, nello svolgimento della propria attività, si concedeva davvero troppe pause caffè, trattenendosi in bar e tavole calde fuori dalla zona di lavoro per colloquiare, ridere e scherzare con i colleghi. La determinazione della collocazione e della durata delle pause, infatti, non può essere rimessa al totale arbitrio del lavoratore (..) Per la Corte la lesione del nesso fiduciario che deve legare dipendente e azienda è palese e il licenziamento comminato, nel caso di specie, è stato ritenuto legittimo.

Nel manuale “Le investigazioni private. Guida operativa” di Alberto Paoletti (Responsabile Nucleo Indagini Private Informark) e Giampaolo Luzzi, Edizioni “BTT”, viene approfondito il tema delle indagini aziendali.

Per maggiori informazioni: https://www.nucleoindaginiprivate.it/pubblicazioni/le-investigazioni-private-guida-operativa-2016/

sicurezza nell’azienda

Licenziamento per giusta causa (“in tronco”, senza preavviso, art. 2119 c.c.).

Il datore di lavoro può licenziare “in tronco” (senza preavviso) un dipendente assunto a tempo indeterminato quando l’inadempienza del lavoratore è talmente grave da compromettere il rapporto di fiducia con l’azienda e da non consentire – neppure in via provvisoria – la prosecuzione del rapporto di lavoro. Tra i diversi casi di licenziamento legittimo si possono annoverare a scopo puramente esemplificativo e non esaustivo:

  • La fruizione fraudolenta di permessi (L.104/92)
  • L’espletamento di attività, durante un periodo di malattia, incompatibili con la malattia stessa e/o che rischiano di rallentare la guarigione;
  • Falsa malattia;
  • Furto di beni aziendali;
  • Lo svolgimento di altra attività lavorativa durante la cassa integrazione;
  • Ripetute assenze alla visita fiscale;
  • La sistematica assunzione di sostanze stupefacenti o alcolici sul luogo di lavoro;
  • Falsificazione di badge o di strumenti per il monitoraggio di assenze e presenze; etc.

Il nostro Istituto, grazie ad un team di investigatori altamente specializzato, è in grado di raccogliere informazioni e prove riproducibili in un eventuale contenzioso, volte a supportare la legittimità di un licenziamento operato nei confronti di un dipendente che abbia posto in essere gravi comportamenti in pregiudizio del proprio datore di lavoro.

Concorrenza sleale, contraffazione marchi, Infedeltà soci, partners, agenti

La difesa dell’immagine commerciale dell’azienda è intesa alla salvaguardia del marchio di fabbrica o del brevetto industriale, e può essere realizzata attraverso attività di investigazione, volte alla lotta contro la contraffazione o altri illeciti concorrenziali, ad esempio:

  • Infedeltà di collaboratori, soci e partners in affari;
  • Accertamento dell’effettiva violazione di diritti su marchi e brevetti;
  • Acquisizione delle prove relative alle suddette violazioni, finalizzate ad un loro utilizzo in sede penale o civile (anche mediante eventuali servizi di osservazione)
  • Monitoraggio web su violazione di marchi, brevetti e proprietà intellettuale.

Bonifiche Telefoniche ambientali, Digital Investigation – Penetration Test

Perizie Computer, Smartphone, tablet, Cellulari Perizie Host e mainframe, vulnerability assessment & penetration test attraverso la consulenza di tecnici altamente esperti in Informatica forense.

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Analisi reputazione clienti, fornitori e partner

 

L’analisi OSINT (Open Source Intelligence) reputazionale dei clienti è un processo di ricerca e analisi delle informazioni disponibili sulla rete al fine di valutare la reputazione online di un cliente, di un’organizzazione, di un partner. Questa analisi è fondamentale per le imprese o privati che desiderano comprendere meglio il proprio partner,  cliente, fornitore, collaboratori, soci etc.

L’analisi OSINT    può includere la ricerca di informazioni come la presenza sui social media, le recensioni online, le notizie relative all’organizzazione,  le informazioni sui precedenti legali o di frode, le informazioni sulle partnership commerciali e altro ancora. Queste informazioni possono essere utilizzate per creare un quadro completo della reputazione online e per identificare eventuali aree problematiche o di rischio.

L’analisi delle tendenze,  delle parole chiave,  delle reti sociali e del sentiment devono essere effettuate  in maniera  etica e rispettosa della privacy delle persone coinvolte.

Cosa è l’analisi delle tendenze e delle parole chiave?

Questa analisi consente di identificare le tendenze emergenti e le notizie rilevanti per la ricerca, mentre l’analisi delle parole chiave consente di individuare le parole  pertinenti e di monitorare la presenza online del soggetto indagato.

Cosa è l’analisi delle reti sociali e del sentiment?

Le reti social possono fornire informazioni sulla presenza online del cliente, partner o fornitore sui social media e sulle interazioni con altri utenti, mentre l’analisi del sentiment può valutare l’atteggiamento generale dei clienti o degli utenti online verso il soggetto interessato.

L’analisi OSINT  può essere anche utilizzata per prendere decisioni commerciali informate e mitigare i rischi reputazionali prima che possano avere un impatto negativo sull’azienda.

Per tali ricerche  devono essere utilizzate  le migliori tecniche investigative e tecnologie al fine di ottenere risultati affidabili e accurati.

Se sei interessato ai nostri servizi investigativi OSINT,  contattaci per saperne di più.

 

 

 

Malattia simulata: posso assumere un investigatore privato?

Un ambito di indagine con cui gli investigatori si confrontano sempre più spesso è quello delle indagini sull’attività svolta dai dipendenti in stato di malattia. Infatti, la malattia simulata in modo fraudolento comporta evidente danno per il datore di lavoro, ma anche per le finanze pubbliche. Vediamo in proposito una interessante sentenza della Cassazione che conferma il licenziamento del dipendente infedele.

Il caso

Nella sentenza 3630/2017, la Cassazione ha stabilito un indirizzo molto chiaro. È stata infatti posta la parola fine su una vicenda molto controversa: un lavoratore, in stato di malattia per un infortunio alla caviglia, era stato scoperto (grazie all’investigatore privato assunto dal datore di lavoro) mentre lavorava nella rosticceria della moglie. Nonostante fosse guarito dall’infortunio, il lavoratore non era rientrato anticipatamente al lavoro, ma aveva prestato assistenza lavorativa nel locale della moglie. Per tale motivo, era stato licenziato dal datore di lavoro per giusta causa.

L’ultima parola è spettata alla Corte di Cassazione. Essa ha, infatti, ribadito da una parte la legittimità dei controlli investigativi. A patto che non abbiano, come oggetto, l’attività lavorativa in sé del dipendente. Dall’altra, ha dichiarato il comportamento del lavoratore lesivo del dovere di diligenza, del codice etico e del CCNL di riferimento. A tal proposito, quest’ultimo vieta qualsiasi attività lavorativa in malattia, anche se non retribuita.

Legittimo il licenziamento per giusta causa

Da un punto di vista giuridico, la Cassazione ha confermato l’esito della sentenza di appello, dichiara legittimo il licenziamento per giusta causa. Al dipendente veniva, più precisamente, contestato di non aver ripreso, successivamente alla guarigione, la prestazione lavorativa.

In conclusione, l’attività investigativa si è rivelata decisiva. Assumere un investigatore privato, in caso di dubbi sulla fedeltà del proprio dipendente, è caldamente consigliato. Infatti, questa figura professionale è in grado di provare eventuali attività illecite dei dipendenti. Il tutto nel rispetto della privacy e delle norme deontologiche.

Il Nucleo Indagini Private Informark è specializzato in indagini su dipendenti infedeli. Contattaci per un preventivo gratuito.

 

Pubblica Amministrazione e investigazioni

La Pubblica Amministrazione può assumere investigatori privati, al pari di una qualsiasi altra azienda? La Corte dei conti, con sentenza 36954/2016, ha risposto affermativamente.

La vicenda

Un dirigente pubblico si era rivolto ad una agenzia investigativa per svolgere accertamenti riguardo un dipendente. Il risultato degli accertamenti investigativi è stato chiaro: il dipendente aveva svolto attività lavorativa a favore di terzi, mentre usufruiva di un congedo parentale.

Le conseguenze

Il dipendente fu, chiaramente, licenziato. Ma il dirigente fu processato per danno erariale. Il motivo? Non aver valutato opzioni meno gravose, da un punto di vista economico, per le casse della società. Società che è quasi interamente finanziata dal Comune. Il dirigente era accusato di aver assunto un detective privato, invece di rivolgersi alle forze di polizia.

L’epilogo

In seconda istanza, la Corte dei conti ha assolto il dirigente dall’accusa di danno erariale. In tal modo, è stata riconosciuta la legittimità dei controlli investigativi anche nel settore pubblico. Di conseguenza, l’impiego di investigatori privati consente alle forze dell’ordine di concentrarsi su crimini più gravi. In particolare, prima di questa importante sentenza, non solo i dirigenti non potevano tutelarsi efficacemente, ma rischiavano anche di dover risarcire l’erario. Inoltre, nel caso in esame, l’attività di investigazione privata ha contribuito in modo decisivo al licenziamento del dipendente, condannato a risarcire l’intero danno all’azienda.

Rivolgiti alla professionalità di Informark

Il Nucleo Indagini Private Informark è specializzato in indagini al fine di tutelare la sicurezza in azienda. In questo ambito mette a disposizione del cliente personale qualificato e moderne tecnologie investigative. Segnatamente, le indagini coprono molteplici ambiti. Fra i tanti, il contrasto all’assenteismo e all’uso illegittimo di permessi (a questo proposito leggi Legge 104: rischio licenziamento?).

 

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Legge 104: rischio licenziamento?

La legge 104 del 1992 permette ai lavoratori di assistere i propri familiari disabili o in età avanzata. Nello specifico, vengono garantiti ai dipendenti 3 giorni (frazionabili) di permesso al mese. La retribuzione dei permessi è pari al 100% dello stipendio.

Chi può richiedere i permessi?

La legge 104 si applica a lavoratori con figli o partner con disabilità grave. Inoltre, si amplia a familiari fino al secondo grado di parentela. Possono anche richiedere i permessi direttamente portatori di handicap o chi necessiti di assistenza quotidiana. Per fare domanda occorre rivolgersi all’INPS.

Le categorie di lavoratori

Non tutte le tipologie di lavoratori possono usufruire della legge 104. Possono fare richiesta i lavoratori dipendenti, sia part time che a tempo pieno, sia pubblici che privati.

Gli esclusi

Sono esclusi dalla legge 104 i lavoratori autonomi e a domicilio, i braccianti agricoli a giornata e chi si occupa di assistenza familiare.

I rischi

Può succedere che il dipendente richieda i permessi della legge 104 senza una reale necesità. Col pretesto di assistere i propri familiari, i 3 giorni previsti dalla legge possono essere utilizzati per andare in vacanza o svagarsi. Questi comportamenti danneggiano sia l’azienda che gli altri lavoratori onesti. È però possibile difendersi, vediamo come.

La sentenza della Cassazione

Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione ha indicato una linea dura nei confronti dei “furbetti” della legge 104. Già in precedenza la sanzione per chi utilizzava i permessi come giorni di ferie era univoca: licenziamento in tronco. La sentenza n. 18411 del 9/07/2019 ha sancito che anche riposarsi a casa nei giorni di permesso è considerato giusta causa per il licenziamento.

Il caso

Un lavoratore aveva utlizzato 2 dei 4 giorni di permesso, non per assistere un’anziana parente, bensì per riposarsi a casa. Secondo il parere della cassazione, questo comportamento ha minato la fiducia fra dipendente e datore di lavoro. Inoltre, è evidente l’immoralità di questa condotta.

Il ruolo dell’investigatore privato

In che modo è stata scoperta l’illegalità nell’utilizzo dei permessi? Tramite la relazione di un’agenzia investigativa, la quale ha documentato come il dipendente, durante alcuni giorni di permesso, non fosse neppure uscito di casa.

In casi come questi, assumere un investigatore privato permette di smascherare eventuali dipendenti scorretti.

Rivolgiti al Nucleo Indagini Private Informark e scopri tutti i nostri servizi investigativi per aziende.

 

Privacy Day Forum, l’intervento di Alberto Paoletti

Mercoledì 19 Giugno alle ore 14:30, presso il CNR di Pisa si terrà il forum annuale di Federprivacy. Fra i vari interventi, anche quello di Luciano Tommaso Ponzi (Presidente nazionale Federpol) e Alberto Paoletti, Delegato nazionale privacy e membro del Comitato Legislativo Federpol. Il tema trattato sarà la privacy in ambito investigativo privato.

Verranno analizzati alcuni problemi che la Federpol ha già comunicato al Garante per la privacy. Si approfondirà l’obbligo di rilascio dell’informativa da parte degli Investigatori privati, quando i dati vengono raccolti direttamente dall’interessato.  I giornalisti invece sono esclusi da questo obbligo se pregiudica la realizzazione del servizio o costituisce rischio per la sicurezza.

Un’altra criticità riguarda la nomina del Responsabile per la Protezione dei dati (Dpo) da parte degli Investigatori privati. La normativa precisa che questa figura deve essere nominata quando avviene un trattamento di dati «su larga scala» ma non specifica parametri esatti.

Infine, si affronterà il problema delle nomine del Titolare del trattamento, responsabile e sub responsabile da parte delle agenzie di investigazione privata. Ad esempio, se una compagnia di assicurazioni o una banca nominano l’Agenzia “responsabile”, questa è obbligata a comunicare al cliente i nomi dei corrispondenti (sub responsabili). In tal modo, il cliente conoscerebbe tutta la filiera investigativa. Potrebbe quindi rivolgendosi direttamente ai corrispondenti bypassando il primo fornitore.

Il programma del Privacy Day Forum

Alberto Paoletti, responsabile Nucleo Indagini Private Informark di Firenze, è Docente di Tecniche Investigative presso Università La Sapienza. Ha fatto parte delle commissioni del Garante della Privacy per la stesura del Codice Deontologico per Avvocati e Investigatori Privati (entrato in vigore il 1° Gennaio 2009) e del Codice Deontologico delle Informazioni Commerciali (in vigore dal 2016).

 

Il misterioso mondo delle investigazioni private al Rotary Club Casentino

Il RotaryClub Casentino ha invitato Alberto Paoletti, responsabile del Nucleo Indagini Investigative Informark  a tenere una  conferenza  sul  “Misterioso mondo delle Investigazioni private”. L’incontro rientra nel ciclo di Conferenze e numerose iniziative promosse dal Presidente Roberto Francalanci e dal Vice Presidente Gino Parca.

Il  Rotary Club Casentino fa parte del Distretto 2070 (Emilia Romagna, San Marino e Toscana) del Rotary International ed ha  come scopo quello di diffondere l’ideale del servire, inteso come motore e propulsore di ogni attività.

Alberto Paoletti opera nel settore dal 1969,  è Membro d’onore della Federpol ed  ha fornito il proprio contributo ai  principali interventi legislativi  della categoria,  come la  riforma del Codice di Procedura penale, la Legge sulla privacy ecc. Durante l’incontro  presso il Rotary Club Casentino  ha sintetizzato la storia  dell’ evoluzione, dell’investigazione privata in Italia ed all’ Estero,  le indagini  in ambito familiare,  aziendale e penale nonché le  stringenti norme  legislative che l’investigatore privato  deve osservare per non incorrere in pesanti sanzioni.

Programma dell’Intervento: 

Le origini della Polizia Privata
– 1833 Eugène Francois Vidocq, Parigi
– 1850 Pinkerton National Detective Agency, Chicago
– 1852 Charles Field, Londra
Gli anni 40: il detective privato incontra il Cinema Noir
– Sam Spade e Philip Marlowe: private eyes “in law ed outlaw” interpretano il grande sogno americano
La realtà investigativa: America, Gran Bretagna ed Europa a confronto – 1921: nasce la W.A.D. – World Association of Detectives
– 1930: nasce la British Association of Detectives
I primi detective italiani
– Le guardie campestri
-1926: le leggi “fascistissime” ed il primo regolamento della Polizia privata -18 giugno 1931: disciplinata definitivamente l’attività delle Agenzie di Investigazioni
1957 – Nasce in Italia l’Associazione degli investigatori privati Federpol – Alla guida dell’associazione un ex Sindacalista ed un ex Commissario
Le investigazioni negli anni Sessanta
-Le indagini familiari: quando l’adulterio era reato penale
-L’adulterio più famoso d’Italia: Fausto Coppi e la Dama bianca
-Dal frigorifero al televisore: il boom economico e gli acquisti a cambiali
Gli anni Settanta tra scandali e nuove normative
-Lo Statuto dei lavoratori: vietato indagare sull’ orientamento politico e religioso
-Lo scandalo delle intercettazioni di politici e finanzieri da parte degli investigatori privati italiani anticipa lo Watergate ed il film “La Conversazione” di Francis Ford Coppola (1974)
-La legge sulle intercettazioni telefoniche
Gli anni Ottanta: la rivoluzione informatica
-Il detective “computerizzato”
Gli anni Novanta: Perry Mason e Paul Drake sulla scena del processo italiano
-1989 La riforma del Codice di Procedura Penale: dal sistema inquisitorio al sistema accusatorio
-1996 La Legge sulla privacy
-L’investigatore privato rischia di scomparire
-La vittoria degli investigatori sulla “norma scandalo” che obbliga l’investigatore ad avvertire preventivamente l’indagato
Gli anni 2000
– La nuova legge sulle indagini difensive
– L’Europa condanna l’Italia in quanto il Regolamento Tulps degli investigatori privati è in contrasto con il trattato della Comunità
– Rivoluzione copernicana per i detectives del futuro: dal “saper leggere e scrivere” del 1931 all’ “obbligo di laurea” e praticantato di tre anni
Le investigazioni internazionali
-Gli investigatori italiani e il loro rapporto con l’estero
-Detective privati americani: dalla pistola al computer
-Il primo detective privato degli ex paesi comunisti
Private eye con i tacchi a spillo
-1856 Kate Warne: la prima donna detective dell’agenzia Pinkerton
-Le investigatrici private italiane
Le aree Investigative e le tecniche di Indagine
Le investigazioni per Aziende, Privati, Studi Legali
Le bonifiche elettroniche ed i Penetration Test

Nel corso dell’esposizione sono stati proiettati numerosi filmati.
Il Question Time è stato caratterizzato da varie ed interessanti domande, poste dai numerosi partecipanti. Il Prof. Avv. Eraldo Stefani ha chiuso la conferenza con un brillante e circostanziato intervento.