Separazione e affidamento: serve un investigatore privato?

Quanto dura un matrimonio in Italia? In media, dice l’Istat, 17 anni al momento della separazione. I matrimoni sono in calo, mentre, rispetto al 1995, le procedure di separazione e divorzio sono quadruplicate. Molto spesso, quando una coppia si separa, sono i figli ad essere maggiormente coinvolti: in primo luogo sotto il profilo emotivo, ma anche sotto quello legale. Vediamo quali sono le problematiche più comuni e in che modo si possono risolvere.

Dal 2006 in Italia è previsto l’«affidamento condiviso», riferito alla responsabilità dei genitori nella cura dei propri figli. In caso di separazione, è il giudice a decidere con quale dei genitori i figli (minorenni) andranno a convivere. Nella maggior parte dei casi è la madre, anche se la legge non obbliga a questa scelta.

Quanto pesa l’opinione dei figli?

L’ultima parola spetta sempre al giudice. Nel caso in cui entrambi i coniugi siano d’accordo il giudice può stabilire di non ascoltare i minori coinvolti. Ascolto che è invece obbligatorio quando il minore ha più di 12 anni. Anche meno, se è in grado di capire la propria posizione e seguire lo svolgimento del processo.

Che significa, nello specifico, «affidamento condiviso»?

Cerchiamo di fare chiarezza. Prima del 2006 era previsto l’«affidamento esclusivo» dei figli presso un solo genitore. Con l’«affidamento condiviso», il minore (o i minori) può avere rapporti equilibrati con entrambi i genitori. Inoltre, tutti e due i coniugi devono avere pari poteri e responsabilità nella cura dei figli. Allo stesso modo, devono decidere insieme le questioni più importanti che hanno a che fare con i figli. Infine, ogni genitore ha l’obbligo del mantenimento diretto dei figli. Se ciò non è possibile, il genitore deve versare un assegno di mantenimento.

E se un genitore è totalmente inadeguato?

Si ritorna al regime di affido esclusivo solo se l’altro genitore si dimostri incapace di accudire il figlio. Questo può avvenire se si disinteressa del figlio, se lo trascura o si rifiuta di provvedere ai suoi bisogni. Ma anche se tenta di ostacolare i rapporti tra il figlio e l’altro genitore per fare in modo che si frequentino il meno possibile.

Leggi anche Posso controllare il telefono di mio figlio?

Posso rivolgermi a un investigatore privato?

Un’agenzia di investigazioni private può svolgere indagini per provare l’inadeguatezza di un genitore, in favore del genitore che vorrebbe essere affidatario. Questo avviene tramite la produzione di materiale (video e fotografico) utile ad accertare le inadempienze verso il figlio. Le prove potranno acquisire poi valore legale per mezzo della testimonianza dell’investigatore privato.

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Posso controllare il telefono di mio figlio?

Posso controllare il telefono di mio figlio? Per molti genitori questa è una domanda frequente. Proviamo a dare una risposta.

Più si sviluppano le nuove tecnologie e più si abbassa l’età alla quale i bambini vengono a contatto con smartphone, internet, e social network. È un processo inevitabile, con il quale i genitori devono imparare a convivere. Ed è un processo che, se gestito con attenzione, può contribuire allo sviluppo e alla crescita dei figli.

I rischi online

Certo, non è facile. Allo stato attuale, tutti i bambini sono nativi digitali. La stragrande maggioranza dei genitori, al contrario, no. Questa differenza generazionale può creare, nei genitori, difficoltà nel tenere sotto controllo il rapporto fra figli e tecnologia. È comprensibile, l’universo di internet è pieno di possibilità, ma presenta anche moltissimi fattori di rischio: dal cyberbullismo all’adescamento – in inglese grooming – da parte di pedofili, da un uso eccessivo di dispositivi tecnologici – che può diventare dipendenza – alla presenza di modelli pericolosi da imitare.

Le piattaforme più a rischio sono sicuramente i social. In particolar modo, Instagram è sempre più frequentato da giovani e giovanissimi, quindi più appetibile per chi vuole approfittarsi di loro. Non si devono però sottovalutare le app di messaggistica istantanea, Whatsapp in testa: sono sempre più frequenti i tentativi di insidiare i bambini con questi strumenti. Vedi anche Genitori e figli, Whatsapp pro e contro.

La prima e più tipica reazione di un genitore è il controllo dell’attività online del figlio: quali siti visita? Chi sono i suoi amici sui social, quali foto posta? E ancora, qual è il contenuto delle sue chat? A tutte queste domande, qualunque genitore vorrebbe dare una risposta, e la tentazione di “spiare” il telefono del proprio figlio è forte. È però legale questo tipo di controllo?

Occorre innanzitutto fare una distinzione: è molto difficile per un genitore comprendere in che modo un bambino si rapporta col mondo circostante. È però possibile un controllo di tipo tecnico: esistono svariate applicazioni, sia a pagamento che gratuite, che permettono di controllare chiamate, chat, siti visitati e addirittura posizione di un telefono. Per saperne di più leggi  Come spiare un telefono?.

Che cosa prevede la legge?

Anche se il diritto alla privacy in una famiglia può considerarsi meno restrittivo, non possono esserci “interferenze arbitrarie” nella vita privata di un bambino, neppure da parte dei genitori. Bisogna anche tenere presente i singoli casi per decidere se sia o meno giustificato un controllo dei genitori sui dispositivi dei figli. L’attività di controllo dei primi sui secondi deve essere sempre finalizzata a finalità protettive ed educative.

In conclusione: sì, un genitore può accertarsi che il proprio figlio non corra pericoli in rete. Anzi, il Pubblico Ministero Letizia Mannella consiglia di controllare il telefono dei bambini, soprattutto d’estate. Per approfondire leggi: Bimbe adescate sui social, la pm: “Controllate Whatsapp dei vostri figli”. Il consiglio è però quello di tenere sempre presente il sottile limite fra la tutela dei minori e il rischio di entrare nella loro vita privata e, soprattutto, di confrontarsi con i figli, di condividere insieme a loro osservazioni e decisioni.

Posso rivolgermi a un Investigatore privato?

Certamente. L’Investigatore privato è una figura qualificata per svolgere indagini su minori in qualsiasi ambito. Per saperne di più clicca qui.

Privacy Day Forum, l’intervento di Alberto Paoletti

Mercoledì 19 Giugno alle ore 14:30, presso il CNR di Pisa si terrà il forum annuale di Federprivacy. Fra i vari interventi, anche quello di Luciano Tommaso Ponzi (Presidente nazionale Federpol) e Alberto Paoletti, Delegato nazionale privacy e membro del Comitato Legislativo Federpol. Il tema trattato sarà la privacy in ambito investigativo privato.

Verranno analizzati alcuni problemi che la Federpol ha già comunicato al Garante per la privacy. Si approfondirà l’obbligo di rilascio dell’informativa da parte degli Investigatori privati, quando i dati vengono raccolti direttamente dall’interessato.  I giornalisti invece sono esclusi da questo obbligo se pregiudica la realizzazione del servizio o costituisce rischio per la sicurezza.

Un’altra criticità riguarda la nomina del Responsabile per la Protezione dei dati (Dpo) da parte degli Investigatori privati. La normativa precisa che questa figura deve essere nominata quando avviene un trattamento di dati «su larga scala» ma non specifica parametri esatti.

Infine, si affronterà il problema delle nomine del Titolare del trattamento, responsabile e sub responsabile da parte delle agenzie di investigazione privata. Ad esempio, se una compagnia di assicurazioni o una banca nominano l’Agenzia “responsabile”, questa è obbligata a comunicare al cliente i nomi dei corrispondenti (sub responsabili). In tal modo, il cliente conoscerebbe tutta la filiera investigativa. Potrebbe quindi rivolgendosi direttamente ai corrispondenti bypassando il primo fornitore.

Il programma del Privacy Day Forum

Alberto Paoletti, responsabile Nucleo Indagini Private Informark di Firenze, è Docente di Tecniche Investigative presso Università La Sapienza. Ha fatto parte delle commissioni del Garante della Privacy per la stesura del Codice Deontologico per Avvocati e Investigatori Privati (entrato in vigore il 1° Gennaio 2009) e del Codice Deontologico delle Informazioni Commerciali (in vigore dal 2016).

 

Il misterioso mondo delle investigazioni private al Rotary Club Casentino

Il RotaryClub Casentino ha invitato Alberto Paoletti, responsabile del Nucleo Indagini Investigative Informark  a tenere una  conferenza  sul  “Misterioso mondo delle Investigazioni private”. L’incontro rientra nel ciclo di Conferenze e numerose iniziative promosse dal Presidente Roberto Francalanci e dal Vice Presidente Gino Parca.

Il  Rotary Club Casentino fa parte del Distretto 2070 (Emilia Romagna, San Marino e Toscana) del Rotary International ed ha  come scopo quello di diffondere l’ideale del servire, inteso come motore e propulsore di ogni attività.

Alberto Paoletti opera nel settore dal 1969,  è Membro d’onore della Federpol ed  ha fornito il proprio contributo ai  principali interventi legislativi  della categoria,  come la  riforma del Codice di Procedura penale, la Legge sulla privacy ecc. Durante l’incontro  presso il Rotary Club Casentino  ha sintetizzato la storia  dell’ evoluzione, dell’investigazione privata in Italia ed all’ Estero,  le indagini  in ambito familiare,  aziendale e penale nonché le  stringenti norme  legislative che l’investigatore privato  deve osservare per non incorrere in pesanti sanzioni.

Programma dell’Intervento: 

Le origini della Polizia Privata
– 1833 Eugène Francois Vidocq, Parigi
– 1850 Pinkerton National Detective Agency, Chicago
– 1852 Charles Field, Londra
Gli anni 40: il detective privato incontra il Cinema Noir
– Sam Spade e Philip Marlowe: private eyes “in law ed outlaw” interpretano il grande sogno americano
La realtà investigativa: America, Gran Bretagna ed Europa a confronto – 1921: nasce la W.A.D. – World Association of Detectives
– 1930: nasce la British Association of Detectives
I primi detective italiani
– Le guardie campestri
-1926: le leggi “fascistissime” ed il primo regolamento della Polizia privata -18 giugno 1931: disciplinata definitivamente l’attività delle Agenzie di Investigazioni
1957 – Nasce in Italia l’Associazione degli investigatori privati Federpol – Alla guida dell’associazione un ex Sindacalista ed un ex Commissario
Le investigazioni negli anni Sessanta
-Le indagini familiari: quando l’adulterio era reato penale
-L’adulterio più famoso d’Italia: Fausto Coppi e la Dama bianca
-Dal frigorifero al televisore: il boom economico e gli acquisti a cambiali
Gli anni Settanta tra scandali e nuove normative
-Lo Statuto dei lavoratori: vietato indagare sull’ orientamento politico e religioso
-Lo scandalo delle intercettazioni di politici e finanzieri da parte degli investigatori privati italiani anticipa lo Watergate ed il film “La Conversazione” di Francis Ford Coppola (1974)
-La legge sulle intercettazioni telefoniche
Gli anni Ottanta: la rivoluzione informatica
-Il detective “computerizzato”
Gli anni Novanta: Perry Mason e Paul Drake sulla scena del processo italiano
-1989 La riforma del Codice di Procedura Penale: dal sistema inquisitorio al sistema accusatorio
-1996 La Legge sulla privacy
-L’investigatore privato rischia di scomparire
-La vittoria degli investigatori sulla “norma scandalo” che obbliga l’investigatore ad avvertire preventivamente l’indagato
Gli anni 2000
– La nuova legge sulle indagini difensive
– L’Europa condanna l’Italia in quanto il Regolamento Tulps degli investigatori privati è in contrasto con il trattato della Comunità
– Rivoluzione copernicana per i detectives del futuro: dal “saper leggere e scrivere” del 1931 all’ “obbligo di laurea” e praticantato di tre anni
Le investigazioni internazionali
-Gli investigatori italiani e il loro rapporto con l’estero
-Detective privati americani: dalla pistola al computer
-Il primo detective privato degli ex paesi comunisti
Private eye con i tacchi a spillo
-1856 Kate Warne: la prima donna detective dell’agenzia Pinkerton
-Le investigatrici private italiane
Le aree Investigative e le tecniche di Indagine
Le investigazioni per Aziende, Privati, Studi Legali
Le bonifiche elettroniche ed i Penetration Test

Nel corso dell’esposizione sono stati proiettati numerosi filmati.
Il Question Time è stato caratterizzato da varie ed interessanti domande, poste dai numerosi partecipanti. Il Prof. Avv. Eraldo Stefani ha chiuso la conferenza con un brillante e circostanziato intervento.

Las Vegas: Detective Italiana eletta Presidente Mondiale degli Investigatori Privati

Laura Giuliani è stata nominata Presidente Internazionale dei detective durante il congresso della WAD (World Association of Detectives, inc) che si è tenuto recentemente a Las Vegas. E’ la prima presidente italiana a capo di questa importante organizzazione mondiale.

Questo importante riconoscimento è motivo di orgoglio per gli investigatori privati italiani e rappresenta il giusto merito per una persona che ha dedicato la sua vita alla professione di detective.

Figlia d’arte, Laura Giuliani ha effettuato studi di giurisprudenza presso l’università di Milano e delle lingue straniere a Cambridge e Madrid. Ha un’esperienza pluriennale nel settore delle investigazioni private e della sicurezza aziendale sia a livello nazionale che internazionale.


Dal 2002 al 2007 ha ricoperto la carica istituzionale di Segretario Nazionale prima e Presidente Nazionale poi  della Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni le Informazioni e la Sicurezza) ed in tale veste ha rappresentato la categoria presso il Ministero degli Interni e varie importanti Istituzioni pubbliche.  Ha ottenuto numerosi premi, certificazioni e riconoscimenti per  le importanti iniziative svolte a sostegno degli investigatori privati  anche presso la Commissione Europea della I.K.D. (International Kommission Verbaende).

In ambito internazionale è membro della W.A.D. (World Association of Detectives, inc) fondata nel 1925, dove è stata  Ambassador for Italy dal 2007 al 2012.

Dal 2012 al 2016 sempre per la stessa associazione ha ricoperto il ruolo di Area Governor per l’Europa, carica che le ha permesso di essere a stretto contatto con le Federazioni nazionali ed agenzie che si occupano di investigazioni e sicurezza più importanti al mondo.

Dal 2016 al 2018 Laura Giuliani è Membro del Board e Vice Presidente mondiale della World Association of Detectives.

Un augurio a Laura per l’importante nomina a Presidente Internazionale della World Association of Detectives!

Nella foto: Laura Giuliani, Presidente Internazionale WAD, Alberto Paoletti, Life Member WAD, Avv. Prof. Eraldo Stefani.

Investigazioni private e detectivage: venerdì 21 settembre 2018 a La Sapienza

Master di II Livello in Criminologia, Investigazione, Security, Intelligence all’Università La Sapienza

Alberto Paoletti, Responsabile del Nucleo Indagini Private Informark di Firenze (www.nucleoindaginiprivate.it) terrà una lezione sulle investigazioni private venerdì 21 settembre p.v. all’interno del modulo didattico del Master Interfacoltà di II Livello in Scienze Forensi presso l’Università La Sapienza: Investigazione (Investigazione privata e Detectivage).

Gli argomenti trattati saranno: le investigazioni private; la normativa di riferimento; le licenze e le autorizzazioni; le indagini difensive; la privacy.

Le principali tecniche investigative: investigazioni difensive tipiche ed atipiche; servizi di osservazione statici e dinamici; il pedinamento elettronico; l’intervista investigativa; gli esperimenti extragiudiziali.

Le investigazioni private possibili ed impossibili. Il report investigativo e la testimonianza dell’investigatore privato. Illustrazione e discussione di casi pratici.

Testi: A. Paoletti, G. Luzzi: Le investigazioni private: guida operativa, II Edizione, FAG, 2016; Dispense a cura del Docente

Direttore: Prof. Natale Mario Di Luca
Coordinatore Didattico ScientificoAvv. Prof. Natale Fusaro

Cassazione: assegno mantenimento, importante il contributo alla famiglia dell’ex coniuge

Le investigazioni private per accertare eventuali lavori in nero o redditi o patrimoni occulti dell’ex coniuge.

La Cassazione torna a pronunciarsi sui criteri di calcolo dell’assegno di divorzio. Sarà la parola fine ad una querelle apertasi in maniera dirompente quando l’anno scorso? Proprio la Corte (a sezione semplice) aveva dichiarato non più applicabile il criterio del tenore di vita nel calcolo dell’assegno divorzile adottato fin dal 1990.

Dopo 27 anni nella sentenza Grilli-Lowenstein (11504/2017) si era infatti affermato il principio di auto-responsabilitàA fine rapporto le parti tornano ad essere persone singole e il pregresso non si conta se si è economicamente indipendenti. Era escluso il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio come fattore di quantificazione dell’assegno di divorzio. Si teneva conto del raggiungimento di un’autosufficienza economica.

La Cassazione (a Sezioni Unite) torna a rimettere mano (forse definitivamente) alla questione con la sentenza 18827/2018, recentemente depositata.

Nella corposa analisi effettuata dagli Ermellini si legge chiaramente il segno della svolta interpretativa.  Nel rispetto del principio di solidarietà e pari dignità fra coniugi espresso dalla Costituzione, l’assegno ha una funzione assistenziale e in pari misura compensativa e perequativa.

Il parametro di riferimento nella quantificazione dell’assegno non è tuttavia né il tenore di vita precedentemente goduto né l’autosufficienza indicata dalla sentenza Grilli-Lowenstein.

Bisogna – si legge in una nota della Corte “adottare un criterio composito che, alla luce della valutazione comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali, dia particolare rilievo al contributo fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all’età dell’avente diritto. Il parametro così indicato si fonda sui principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà che permeano l’unione matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo”.

Diventa pertanto decisiva la quantificazione del contributo fornito dall’ex coniuge alla vita familiare. Non più il semplice tenore di vita goduto. È la valorizzazione dei sacrifici –in ordine soprattutto a possibilità lavorative e di carriera, messe sovente in secondo piano per occuparsi dei figli e permettere all’altro coniuge di lavorare- e all’apporto alla conduzione della vita familiare comune. Si terrà conto anche della situazione patrimoniale, dell’età e conseguentemente delle possibilità lavorative del coniuge (economicamente) debole al termine del sodalizio.

Sottolinea infatti la Corte che ” il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell’unione matrimoniale.

Le ripercussioni sull’attività investigativa privata

Investigazioni privateA fronte di tutto ciò, quali sono le ripercussioni sull’attività di investigazioni private? In regime di tenore di vita, il suo ruolo appariva talvolta cruciale. Attraverso indagini private si potevano scoprire attività e redditi occulti del coniuge. In questo modo si può ridimensionare la valutazione giudiziale del suo tenore di vita. E adesso?

L’attività dell’investigatore privato può ancora tornare utile nel nuovo panorama delineato dalla sentenza 18287. L’indagine privata risulterà utilissima per evitare pretestuose argomentazioni di chi richiede l’assegno. Ad esempio, le investigazioni private permetteranno di smascherare una eventuale occupazione a nero di chi affermi di aver rinunciato a determinate possibilità lavorative oppure la scoperta di redditi o patrimoni occulti.

Investigazioni private: la Privacy limita la ricerca della verità!

La Federpol (Federazione Italiana per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza) ha promosso per il prossimo 21 Giugno in  Roma una full immersion di una giornata, riservata agli investigatori privati, sui nuovi adempimenti Privacy del GDPR.

Questo il programma:
Dott.ssa Antonella Pavesio: Saluti del Presidente Nazionale
Dott. Riccardo Martina: Compilazione del Registro dell’Attività di Trattamento
Avv. Roberto Gobbi: Predisposizioni delle Informative
Sig. Alberto Paoletti: Linea Guida per Eventuale Nomina del DPO
Avv. Marco Recchi: Valutazione d’Impatto
Sig. Piero Provenzano: I Responsabili e gli Incaricati al Trattamento

La privacy è stato il caso più complesso che gli investigatori privati hanno tentato di  risolvere senza riuscirci completamente. Anche nel nuovo Regolamento Europeo Privacy (GDPR) molte sono le novità per gli investigatori privati.

Purtroppo alcuni aspetti critici già presenti nella vecchia normativa sono rimasti immutati e costituisco un grave impedimento all’esercizio della professione.

Un esempio per tutti: anche con il nuovo GDPR il detective dovrà sempre dichiararsi e spiegare i motivi dell’indagine quando dovrà raccogliere i dati presso l’interessato (interviste a testimoni o persone informate sui fatti). Questa prescrizione ha incontrato una forte opposizione negli investigatori privati, perchè concretamente penalizzati nella raccolta di prove quali ad esempio gli acquisti di prodotti contraffatti, indagini in ambienti criminali, o di contrasto alle frodi assicurative con grave pregiudizio per il buon esito delle indagini, e talvolta anche per la propria incolumità.

Esiste, fra l’altro, una profonda disparità di trattamento tra investigatori privati e giornalisti investigativi che invece possono celare la propria identità e la finalità della ricerca quando queste comportino ostacoli all’esercizio dell’attività professionale o rischi per la propria incolumità personale. Quanto sopra è stato evidenziato dalla Federpol anche al Garante Europeo per la Protezione Dati e ad alcuni parlamentari di Bruxelles.

Gli investigatori privati sono penalizzati anche rispetto al semplice privato cittadino che, non essendo sottoposto alla normativa privacy, può invece raccogliere prove su eventuali pagamenti in nero senza rilascio di scontrini o fatture e testimoniare su fatti illeciti di cui sia venuto a conoscenza senza obblighi di informative agli interessati.

Al contrario, gli investigatori privati regolarmente autorizzati, tenuti a frequentare periodicamente corsi di aggiornamento, rispettare i numerosissimi obblighi burocratici etc… sono costretti a “dichiararsi” al fine di non rischiare l’inutilizzabilità delle prove raccolte.

 

Lampedusa (Sicilia): un Detective tra Paradiso e Inferno. Minori scomparsi: un problema mondiale

La Spiaggia dei conigli   di Lampedusa    è considerata una   delle più belle spiagge del mondo.  Circondata   da un mare cristallino dalle mille sfumature,  da  una natura incontaminata  ed una bellezza  mozzafiato,  non a caso,  è stata scelta  dalle femmine delle  tartarughe  “Caretta-Caretta”, per  la  nidificazione  e deposizione delle uova nelle notti estive  tra maggio ed agosto.

Da questa spiaggia dorata, propaggine  africana ed ultimo avamposto  siciliano d’Europa,  il pensiero corre alla tragedia del 2013  quando, a poche decine di  metri dalla battigia,  368 migranti,  tra uomini, donne e tanti bambini,  persero la vita nel naufragio di un peschereccio, proveniente da Misurata in Libia, carico di sogni e speranze.

Il dott. Piero Bartolo, uno degli eroi di Lampedusa, che ha curato ed assistito migliaia di migranti  insieme all’ex sindaco  Giusy Nicolini  ci fa rivivere quella tragedia,

“non ti abitui mai perche rivivi sempre  le  grida  strazianti di chi sta per  affogare in quelle acque  scure,   con  le braccia protese delle madri  che  stringono i propri bambini nell’atto disperato  di consegnarli  ai salvatori  delle motovedette che gridano: state calmi, state calmi, prima   chi sta male , le donne, i bambini……….”

I minori invisibili: un problema mondiale

Lampedusa è stata nel 2016  il terzo porto italiano del Mediterraneo  per numero di migranti sbarcati, oggi  la situazione è, per certi aspetti, maggiormente sotto controllo,   ma il problema è evidentemente mondiale.

Da una recente statistica dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ((UNHCR) risulta  che  65.6 milioni di persone in tutto il mondo  sono state costrette a fuggire dal proprio Paese. Di queste, circa 22.5 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni.

Si tratta di bambini e ragazzi  che  spesso hanno perso i genitori nei  naufragi dei barconi oppure, dopo essere stati affidati dai parenti ai cosiddetti “ passeur” (trafficanti),  ed aver  attraversato i deserti  del  Sudan,  della  Libia  ed   il Mediterraneo,   non vogliono fermarsi in Italia per timore di essere identificati e continuano il viaggio, non privo di ostacoli o pericoli, verso altri paesi dell’Europa.

Ma al di la dei freddi numeri delle statistiche  un episodio che ha  commosso ed ha fatto il giro del mondo è stato il salvataggio di Favour, la bambina nigeriana di appena nove mesi che perse  la madre  il 25 maggio 2016 nel naufragio di un barcone  nel canale di Sicilia  e che fu salvata dal Dott.Piero Bartolo, medico di Lampedusa, reso celebre dal Film Fuocoammare,   di Gianfranco Rosi  candidato all’Oscar 2017  come miglior documentario, e vincitore  dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.

La  piccola Favour ha ricevuto richieste di adozione da molti paesi, ma  purtroppo i volti di migliaia di bambini provenienti dalle zone più povere e martoriate del mondo e   che scompaiono ogni anno rimarranno per sempre “invisibili” e lontani dalle cronache giornalistiche

Da una recente ricerca di Save the Children  risulta che la stragrande maggioranza dei giovani invisibili che scompaiono in Europa   è costituita da giovanissime ragazze nigeriane, rumene o provenienti dall’Est Europeo costrette a prostituirsi per restituire il  costo del viaggio   ai trafficanti di esseri umani.

I ragazzi minori, che spesso fuggono dai centri di accoglienza e  vengono poi intercettati   dalla criminalità organizzata per il lavoro in nero, lo spaccio di droga o le prestazioni sessuali, provengono invece per lo più da Somalia,  Eritrea, Egitto.

I trafficanti e gli sfruttatori

Le ragazze provenienti dall’Est Europeo subiscono spesso  una sudditanza  psicologica  da parte di parenti o pseudo fidanzati  che le costringono, una volta giunte a destinazione,  a prostituirsi. Per le nigeriane invece il discorso è più complesso. Esiste una vera  e propria rete mafiosa nei paesi di origine che intercetta le ragazze, talvolta con la connivenza delle proprie famiglie,  e dopo aver promesso  un lavoro ben retribuito,  come cuoche o colf in Europa le costringe ad un viaggio allucinante attraverso il deserto e la Libia per consegnarle alle “Maman” nel luogo di destinazione, vere e proprie sfruttatrici, che, attraverso  i rituali “vodoo”  ed il terrore,  obbligano le  giovani ragazze a prostituirsi fino a quando non avranno rimborsato completamente il loro debito che  può arrivare anche a 30.000 Euro!

Aiutarli a casa loro!

Anche se  nell’opinione pubblica  è diffuso l’abusato slogan  “dobbiamo aiutarli a casa loro” la teoria si scontra con la dura  realtà di guerre, conflitti sociali,  terrorismo, in paesi  martoriati come la  Siria, Libia, Eritrea, Somalia, Iraq, Nigeria ecc.   In queste nazioni quali referenti   dovrebbero ricevere  e gestire gli aiuti? Con quale Ministro  si potrebbe   interagire  senza  intrallazzi o ricatti ? Gli aiuti arriveranno  veramente alle popolazioni bisognose o verranno  incamerati dai grandi o piccoli boss locali?Angus Deaton, Premio Nobel per l’Economia nel 2015.    sosteneva  infatti che il trasferimento  dai paesi ricchi ai  governi dei paesi poveri serve a ripulire la coscienza dei paesi ricchi ma non ad innescare virtuosi  processi di sviluppo

I Detectives privati adottano  bambini disagiati

Una risposta, anche se parziale, può essere  data dall’adozione a distanza.

Laura Giuliani, già Presidente Nazionale Federpol, ed attuale  1st Vice President,  della W.A.D  (World Association Detectives) e che sarà la  prossima Presidente  mondiale,  promosse,  già nel 2003, con grande lungimiranza,  l’adozione di alcuni bambini da parte della  FEDERPOL -Federazione Italiana degli Istituti di investigazioni, informazioni e sicurezza, attraverso il Progetto Agata Smeralda

La  World Association of Detectives ha sempre dimostrato una grande attenzione verso i minori, sostenendo e promuovendo organizzazioni internazionali come ad esempio la War Child, Onlus che si occupa di assistenza, formazione, supporto psicologico, inserimento nel mondo del lavoro e supporto legale ai minori vittime di guerre e di soprusi.

 Queste importanti iniziative dimostrano che gli investigatori privati, in genere considerati dei “duri”, non si sono mai sottratti quando sono stati coinvolti in iniziative di solidarietà per la tutela dei minori disagiati. Infatti, i detectives si occupano spesso di casi di ricongiungimenti familiari, rapimenti, fughe, scomparse o traffici pedopornografici che coinvolgono minori, ed hanno sviluppato una sensibilità particolare verso queste problematiche. Infatti, anche quando il caso è chiuso, gli investigatori, attraverso le loro associazioni di categoria, continuano a fornire il proprio contributo sostenendo iniziative di beneficienza per la tutela, formazione e assistenza dei minori disagiati  come ad esempio il  Progetto Agata Smeralda di Firenze, fondato dal Prof . Mauro Barsi,  e cosi denominato  dal nome  della prima bambina accolta nel lontano 5 Febbraio 1445 dallo “Spedale degli Innocenti” di Firenze,   aiuta  oltre 10.000  bambini e bambine di strada che possono  usufruire    ogni giorno di  vitto, istruzione ed assistenza sanitaria in molti paesi del mondo come Albania, Brasile,  Tanzania,Costa d’Avorio, Congo, Nigeria.

In Nigeria  la situazione è ancora più tragica perché  i bambini, affetti da albinismo, vengono  catturati  e mutilati per i riti degli  sciamani in quanto  ritenuti portatori del malocchio o, al contrario, considerati quasi magici per la preparazione di pozioni  con il loro sangue, capelli e genitali.

Le associazioni onlus che si occupano di adozioni a distanza sono oggi fortunatamente diffuse in tutto il mondo. Le  Istituzioni e gli organismi  internazionali dovrebbero tuttavia   diffondere maggiormente questa pratica   e  sostenere    soprattutto le iniziative   più serie  e meritevoli  e  che non  sprecano risorse  in  elefantiache e burocratiche strutture amministrative interne.

Lungi dal risolvere gli enormi problemi dei paesi poveri  “ l’Adozione a distanza” potrebbe dare una risposta  concreta, anche se parziale, al  troppo facile e teorico  slogan “ aiutiamoli a casa loro”. 

Alberto Paoletti – Nucleo Indagini private

Life Member WAD-World Association of Detectives

Un estratto del presente articolo è stato pubblicato sulla rivista internazionale “WAD Beyond Global” Lampedusa (Sicily): a Detective between Paradise and Hell.

Legittime le investigazioni private per scoprire i “furbetti” della legge 104 (abusi permessi assistenziali)

Cosa può fare il datore di lavoro per provare che il dipendente infedele utilizza  il permesso per l’assistenza a familiari disabili per andare al mare???

Come riferisce l’INPS l’incremento dei permessi retribuiti ai sensi dell’art. 33 legge 104/92,  è vertiginoso: si è passati dalle 360.000 domande del 2012  alle 460.000 del 2016: un incremento che sfiora il 30%.

I dati fin qui riportati riguardano il solo settore privato (circa 19 milioni di lavoratori), mentre si stima che per il settore pubblico (3 milioni) la media pro-capite annua dei giorni di permesso richiesti sia di circa 4 volte tanto (6 giorni contro 1,5).

Qual è la conseguenza di questo trend in continua crescita? Il forte esborso per le casse pubbliche, che ammonta approssimativamente a 3 miliardi di euro.

In secondo luogo, dato più preoccupante, al crescere delle richieste di permessi aumentano anche le possibilità di abusi da parte di dipendenti che, invece di accudire il familiare gravemente infermo, utilizzano il permesso per finalità tutt’altro che lodevoli: è di pochi giorni fa la notizia di una dipendente della asl di Lucca che è stata licenziata (giusta causa) per essersi avvalsa del permesso assistenziale per un’escursione in Africa (con risvolto penale in quanto, accusata di truffa ai danni dello Stato).

Le conseguenze di un abuso del permesso 104 possono essere sia di natura civile che penale: sul piano civile legittimano il licenziamento per giusta causa (“in tronco”), sul piano penale un procedimento ex art. 640-bis, meglio noto come truffa ai danni dello Stato.

Si ricordi, che pur gravando in ultima istanza sull’Inps, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, che sopporta ulteriori costi a fronte della mancanza di una prestazione lavorativa.

La giurisprudenza

Il datore è legittimato  ad intervenire nei casi sospetti  incaricando un investigatore privato che attraverso appostamenti, pedinamenti anche elettronici  e report video-fotografici può raccogliere lecitamente prove utilizzabili in giudizio sul dipendente infedele.

Ricorda la Cassazione -nella sentenza 9749/2016– che il ricorso ad un investigatore privato per accertare comportamenti illeciti del lavoratore idonei a rompere il vincolo fiduciario che lo lega al datore (tra cui rientra l’abuso della 104, che come abbiamo visto, integra anche una fattispecie penale) è pienamente legittimo: nel caso di specie si trattava di un dipendente che aveva richiesto il permesso per assistere un familiare disabile quando invece eseguiva dei lavori in terreni di sua proprietà, “beccato” proprio grazie ai servizi di osservazione svolti dall’investigatore privato incaricato con regolare mandato dal datore di lavoro.

Il convenuto ha contestato la legittimità degli accertamenti investigativi: a suo dire, la giurisprudenza li ammette solo a fini di tutela del patrimonio aziendale.

Di diverso parere il giudice: richiamando la sentenza 4984/2014 (nella quale si afferma che i servizi di osservazione messi in atto dall’investigatore incaricato con regolare mandato sono legittimi per accertare comportamenti illeciti del lavoratore) la Corte afferma la piena utilizzabilità delle prove investigative; l’abuso del permesso 104 è un comportamento idoneo a ledere il vincolo fiduciario che unisce datore e dipendente, pertanto viene affermata la piena legittimità del licenziamento in tronco nel caso in oggetto.