Privacy Day Forum, l’intervento di Alberto Paoletti

Mercoledì 19 Giugno alle ore 14:30, presso il CNR di Pisa si terrà il forum annuale di Federprivacy. Fra i vari interventi, anche quello di Luciano Tommaso Ponzi (Presidente nazionale Federpol) e Alberto Paoletti, Delegato nazionale privacy e membro del Comitato Legislativo Federpol. Il tema trattato sarà la privacy in ambito investigativo privato.

Verranno analizzati alcuni problemi che la Federpol ha già comunicato al Garante per la privacy. Si approfondirà l’obbligo di rilascio dell’informativa da parte degli Investigatori privati, quando i dati vengono raccolti direttamente dall’interessato.  I giornalisti invece sono esclusi da questo obbligo se pregiudica la realizzazione del servizio o costituisce rischio per la sicurezza.

Un’altra criticità riguarda la nomina del Responsabile per la Protezione dei dati (Dpo) da parte degli Investigatori privati. La normativa precisa che questa figura deve essere nominata quando avviene un trattamento di dati «su larga scala» ma non specifica parametri esatti.

Infine, si affronterà il problema delle nomine del Titolare del trattamento, responsabile e sub responsabile da parte delle agenzie di investigazione privata. Ad esempio, se una compagnia di assicurazioni o una banca nominano l’Agenzia “responsabile”, questa è obbligata a comunicare al cliente i nomi dei corrispondenti (sub responsabili). In tal modo, il cliente conoscerebbe tutta la filiera investigativa. Potrebbe quindi rivolgendosi direttamente ai corrispondenti bypassando il primo fornitore.

Il programma del Privacy Day Forum

Alberto Paoletti, responsabile Nucleo Indagini Private Informark di Firenze, è Docente di Tecniche Investigative presso Università La Sapienza. Ha fatto parte delle commissioni del Garante della Privacy per la stesura del Codice Deontologico per Avvocati e Investigatori Privati (entrato in vigore il 1° Gennaio 2009) e del Codice Deontologico delle Informazioni Commerciali (in vigore dal 2016).

 

30 e lode alla Sapienza per la Tesi: “Le investigazioni private sulle persone scomparse”

Si è concluso l’ anno accademico 2017/2018 del Master di secondo livello in Scienze Forensi tenutosi alla Università  Sapienza di Roma con la discussione delle Tesi di Laurea da parte dei partecipanti. La candidata Dr.ssa Paola Criscuolo ha presentato la propria tesi di Master sul tema delle “Procedure e tecniche  investigative per la ricerca di persone scomparse” ottenendo una votazione di 110 e lode dalla commissione esaminatrice. Relatore della tesi di laurea  è stato Alberto Paoletti docente di tecniche investigative presso il Master e responsabile del Nucleo Indagini Private di Firenze.

La scomparsa di persone è da sempre un fenomeno sociale allarmante e durante gli ultimi anni si è registrato un numero sempre crescente. Dietro la scomparsa volontaria o non volontaria di una persona spesso vi è un lavoro, nascosto e sconosciuto ai più, di investigatori privati che coadiuvano la famiglia dello scomparso in queste difficili ricerche.

I dati statistici su questo fenomeno aggiornati al Giugno 2018  sono allarmanti; nr. 52.990 scomparsi in Italia dal 1974 al 2017 dei quali  40.245 minorenni da rintracciare ( 6.289 italiani e 36.860 stranieri).

Possiamo sinteticamente classificare i casi di scomparsa nelle seguenti tipologie:

  • scomparse volontarie ( per problemi esistenziali, debitori, fallimenti ecc.);
  • scomparsa costretta ( per rapimenti,  sottrazione di minori  bambini da parte di un genitore e portati all’estero, ecc.);
  • scomparse non volontarie ( per perdita di memoria,  incidenti mortali, ricerca di parenti lontani ecc.)

La tempestività delle ricerche è fondamentale. Nella prassi  spesso accade che il fenomeno della scomparsa venga gestito dalla Forze di Polizia in  maniera superficiale in quanto si ritiene, soprattutto per i maggiorenni, che l’allontanamento sia volontario  e si attende che si risolva da solo.

In questi casi l’investigatore privato che dispone di una vasta rete di contatti e corrispondenti internazionali, attraverso magari la W.A.D World Association of Detectives,  può attivare immediate ricerche anche nelle più sperdute località senza i vincoli burocratici o rogatorie internazionali.

Ad esempio un famoso investigatore statunitense, considerato uno dei migliori investigatori al mondo, nella sua quarantennale carriera  è riuscito a recuperare oltre 300 bambini scomparsi, la maggior parte vittime di sottrazione o rapimento da parte di un genitore.

Investigazioni private e  rintraccio digitale

La rivoluzione tecnologica  ha aumentato in maniera esponenziale la quantità delle informazioni prodotte favorendo  la nascita di una metodologia di ricerca del dato meglio conosciuta come Osint. (Open Source Intelligence)

Al di là delle principali fonti  ( Catasto, Conservatorie Camere di Commercio, uffici anagrafici, PRA ecc. ecc . Social network – Twitter, FB, Linkedin, Meetup, Myspace, Youtube ecc.) esistono operatori  di ricerca internet che consentono di muoversi all’ interno della rete in maniera precisa e dettagliata per la ricerca di informazioni su persone fisiche e giuridiche.Di seguito alcuni dei principali operatori Google:

  • Inurl e Allinirl: questi due operatori posti prima della parola da ricercare servono astringere la ricerca a tutte quelle pagine che hanno una o più parole chiave nella URL;
  • Intitle e Allinititle: per la ricerca attraverso  parole chiave nei titoli e nelle pagine web;
  • Allinanchor: questo comando posto prima di una chiave di ricerca, recupera tutti i documenti che ricevono link contenenti una  parola;
  • Allintext: questo operatore restituisce tutti i documenti nel testo dei quali è contenuta la chiave di ricerca;
  • Site: questo operatore consente una ricerca mirata alla chiave di ricerca del dominio indicato;
  • Pipl: per la ricerca di persone fisiche
  • Yasni: consente  di effetture le ricerche con vari criteri di partenza
  • CV Maker: per l’inserimento dei curriculum vitae.

Oggi l’investigatore privato deve  avere una profonda cultura muldisciplinare al fine di   organizzare una efficiente “unità di ricerca” composta da esperti   con competenze in criminologia, psicologia investigativa, grafologia, digital forensic, ecc. Solo con queste competenze può sperare di restituire il sorriso ai familiari che vivono in maniera angosciata la scomparsa del proprio caro.

Il coniuge tradito può chiedere il risarcimento all’amante?

Investigazioni private ed infedeltà coniugali: fondamentale la raccolta di materiale probatorio producibile in giudizio

Non si è trattato di estorsione, questa la parola del giudice su una singolare vicenda avvenuta in provincia di Firenze.

L’indagine di un marito, tradito dalla moglie con un proprio amico, sposato a sua volta, ha avuto un esito inaspettato per l’amante pizzicato: un accordo segreto, siglato in forma di scrittura privata tra i due, in virtù del quale l’amico traditore si sarebbe impegnato a versare all’uomo una somma di circa 240 mila euro a titolo di risarcimento.

Il documento dettava anche precise regole per i pagamenti e norme di comportamento: la rifusione del danno sarebbe avvenuta in tranche di 500 euro ogni mese in un primo periodo, per poi aumentare a versamenti di almeno 1000 euro mensili.

Quanto al contegno dell’amante in presenza della coppia, invece, l’accordo scandiva chiaramente: gli si vietava di bazzicare gli stessi luoghi frequentati dal marito o dalla moglie o di entrare in determinati locali se in questi vi fosse stato presente l’uno o l’altra, nonché gli si imponeva di cambiare direzione qualora avesse incontrato uno dei due per strada.

L’amante non ha avuto molte possibilità di scelta: di fronte alla minaccia dell’uomo di vuotare il sacco di fronte alla moglie di lui -ignara anch’essa della vicenda- nel caso si fosse rifiutato di firmare, ha acconsentito, e così, per qualche mese ha pagato come prescritto dall’accordo.

La situazione non poteva però durare, e così è stato. Dopo qualche mese, l’uomo, tra difficoltà economiche e sensi di colpa ha rivelato la vicenda alla propria famiglia, e di fronte a un’ingiunzione di pagamento, ha deciso di imboccare le vie legali e denunciare i toni perentori del creditore (“venendo a pestare i piedi a me, ti sei complicato la vita in una maniera che non puoi nemmeno immaginare”) come vera e propria estorsione, chiedendo in aggiunta la restituzione di quanto versato con gli interessi.

Pretesa però che il giudice Silvia Romeo non ha accolto, in quanto il marito tradito è stato assolto dall’accusa.

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Federico Bagattini (suo assistente in giudizio insieme al collega Giovanni Cocucci) rimarca la posizione di parte lesa del marito tradito –“è la vera vittima di questa vicenda, ha dovuto sopportare per tre anni una relazione extraconiugale che ha minato la serenità della sua famiglia. Riteneva di avere diritto al risarcimento e il giudice questo ha riconosciuto”-.

L’uomo, investigando per conto proprio, era venuto a conoscenza del tradimento della moglie e nel marzo del 2015 aveva convocato l’amico nella sua ditta, dove gli aveva fatto trovare pronta la scrittura privata.

Da qui, la nota vicenda. Il giudice, in sede di rito abbreviato, ha assolto l’imputato dall’accusa di estorsione (qualificata come esercizio arbitrario delle proprie ragioni, tuttavia non più perseguibile) negando oltretutto la pretesa dell’uomo di riavere indietro le somme pagate, riconoscendo così il diritto al risarcimento del marito tradito.

Le investigazioni private per scoprire le infedelta’ coniugali

Di fronte a situazioni di infedeltà come questa, il principale mezzo per ottenere prove utilizzabili in giudizio è e resta l’ausilio di un investigatore privato. Il detective potrà, nel pieno rispetto delle leggi vigenti, ottenere materiale probatorio efficacemente utilizzabile a fini legali per legittimare le proprie pretese di separazione, divorzio o risarcimento mediante un’estesa opera di pedinamento e servizi di osservazione statica e dinamica per la raccolta di prove fotografiche destinata a confluire nel fascicolo che verrà presentato direttamente al giudice.

Vivere il Natale da separati: cosa cambia con il disegno di legge Pillon

Le feste sono un periodo di gioie e condivisioni, talvolta però non si è così fortunati e può capitare di dover affrontare le conseguenze di separazioni e divorzi. A Natale, piuttosto che appianare le ostilità genitoriali tra un panettone o un regalo sotto l’albero, si finisce invece per litigare sul rispetto dei turni di visita di questo genitore o quell’altro, trasformando la festa della natività in una nuova occasione di screzi e dissapori.

Tuttavia, la materia pare prossima a subire grossi cambiamenti.

Il disegno di legge 735/18 (firmato dal senatore leghista Simone Pillon), arrivato il 10 Settembre in Commissione Giustizia al Senato ed attualmente ancora in corso di discussione (nonché al centro di numerose proteste e polemiche, ultima delle quali la recente manifestazione delle cosiddette “ancelle” a Imperia e Sanremo) si propone di intervenire su quelli che ad oggi sono i principali tasti dolenti del rapporto tra ex marito e moglie in caso di fallimento del matrimonio attraverso la (quasi totale) scomparsa dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge “ economicamente debole” e l’affermazione del principio della “bigenitorialità perfetta”: si tratta di due rimedi volti a risolvere alcune principali criticità nella gestione del fallimento del rapporto di coppia che vengono  avvertite, nella stragrande maggioranza dei casi, dai padri separati.

L’Assegno di mantenimento  al coniuge più debole sparisce??

L’aspetto più controverso e che più ha acceso gli animi è la scomparsa dell’assegno di mantenimento. Il disegno di legge prevede infatti che gli ex coniugi presentino al giudice un piano genitoriale -un documento che indica come dovranno ripartirsi tra i genitori le decisioni da prendere riguardanti la vita del minore (la scuola da frequentare, quali sport o attività extrascolastiche intraprendere, dove andare in vacanza)- nel quale -tra le altre cose- si dovranno concordare le spese per il mantenimento diretto del minore a carico di entrambi i genitori, modificando così di fatto la corresponsione del vecchio assegno di mantenimento al coniuge debole,  ma solo in funzione di garantire che i soldi versati vadano effettivamente al minore –rimane ovviamente l’assegno di mantenimento per il coniuge che non dispone di fonti di reddito sufficienti per il proprio mantenimento-.

Novità che va letta di pari passo al (contestatissimo) nucleo della riforma, il principio della bigenitorialità perfetta: scalzando il vecchio affido condiviso, la normativa garantisce al minore la possibilità (e il diritto) di frequentare entrambi i genitori, prevedendo che esso sia affidato in misura equipollente sia alla madre che al padre, per un minimo di 12 giorni (notti comprese) e con tanto di doppio domicilio (per comunicazioni scolastiche, amministrative e sanitarie).

Questa innovativa disposizione è derogabile dai genitori solo mediante diverso accordo, e dal giudice mediante provvedimento idoneo quando ricorrano impossibilità materiali o pericoli per l’equilibrio psico-fisico del minore (maltrattamenti, false accuse di maltrattamenti o violenze perpetrate da un coniuge ai danni dell’altro e che spesso rendono al genitore non affidatario ancora più arduo frequentare il figlio), puniti nell’ultimo caso con sanzioni molto severe, tra cui si ricorda la perdita della responsabilità genitoriale.

Proprio tale principio è stato incidentalmente affrontato dalla Cassazione in una recentissima ordinanza, la n. 31902/2018, nella quale la Corte specifica che la “bigenitorialità” (che l’art.11 del ddl prevede in chiave “perfetta”) non può essere intesa alla stregua di una mera proporzione matematica. Si legge infatti nel testo dell’ordinanza che

“il principio di bigenitorialità si traduce nel diritto di ciascun genitore ad essere presente in maniera significativa nella vita del figlio di reciproco interesse, ma ciò non comporta l’applicazione di una proporzione matematica in termini di frequentazione del minore in quanto l’esercizio del diritto deve essere armonizzato in concreto con l’esigenze di vita del figlio e dell’altro genitore.”

Diventa perciò fondamentale tenere conto di come i genitori svolgevano il proprio ruolo prima della separazione e di tutte le capacità relazionali ed educative che individualmente possiedono, nonché della loro volontà di mantenere rapporti col figlio anche dopo la disgregazione del nucleo familiare.

Fondamentale importanza viene data anche al tentativo di conciliazione preventiva  tra i coniugi (della durata massima di 6 mesi) affidato alla figura del mediatore familiare, divenuta ora obbligatoria per le coppie con figli minori e individuata sulla base di criteri stringenti specificati nel primo articolo del Ddl; la prima seduta sarà inoltre gratuita, mentre le successive a pagamento, secondo rigidissime tabelle da individuarsi ad opera del Ministro della Giustizia.

Il disegno di legge già agli esordi in Parlamento ha incontrato il biasimo di numerose frange dell’opposizione (PD e FI in primis), nonché di avvocati matrimonialisti e associazioni di stampo familiare.

Le critiche ruotano intorno ad una difesa dei diritti della donna come parte economicamente debole gravemente lesa sia dalla fine del matrimonio che da uomini noncuranti e inadempienti che non vedrebbero migliore occasione del divorzio per dileguarsi e non provvedere ai figli.

Il provvedimento raccoglie inoltre le perplessità e le preoccupazioni del Ministro della Famiglia e del vicepremier Luigi Di Maio i quali affermano entrambi la necessità di apportare correzioni al testo.

Certamente non si può negare che gli episodi di mariti inadempienti e totalmente irresponsabili esistano e siano numerosi, ma ridurre a una casistica così riduttiva le complesse dinamiche coniugali sarebbe quantomeno parziale, se non decisamente arbitrario.

Quello che i sostenitori di tale tesi non considerano è che si è creata nell’ultimo decennio una situazione paradossale dove la giurisprudenza si è arroccata su un indirizzo assai “ciclostilato” (termine caro a chi critica il ddl), nel quale la tutela è accordata principalmente alla madre in nome di una (sacrosanta) tutela dei diritti della donna, a scapito tuttavia di padri che sempre più spesso finiscono disoccupati sotto la grave scure delle parcelle e degli assegni di mantenimento, oltre alla beffa di non poter vedere i figli se non pochi giorni al mese (finendo appunto ridotti a bancomat o genitori domenicali), in nome di un affido che dovrebbe dirsi condiviso quando invece è marcatamente esclusivo.

Proprio questo è uno degli ultimi punti che la riforma si propone di emendare: contrastare le “alienazioni genitoriali”, prevedendo come antidoto una equa ripartizione (che dovrà comunque fare i conti con quanto recentemente affermato dalla Cassazione) dei giorni di affido -ingiustamente definita salomonica- che non può -come sempre crescenti studi internazionali dimostrano- che giovare al benessere psico-fisico del minore, e tutelata da comportamenti violenti o fraudolenti (i casi di coniuge non affidatari accusati senza basi concrete di molestie o violenze) grazie a specifiche sanzioni come la perdita della responsabilità genitoriale.

Le investigazioni private  per scoprire i redditi occulti

Con l’abbandono dell’assegno si eliminerebbero le incertezze sulla destinazione delle risorse economiche alla prole, senza però sfavorire il coniuge economicamente debole. Come si è infatti accennato, esso può continuare a beneficiare dell’assegno coniugale (non certo abrogato) mentre il suo contributo è calcolato in proporzione alle sue capacità contributive, di cui si tiene precipuamente conto nel piano genitoriale.

Il provvedimento prevede semplicemente la nettissima preferenza legislativa per il mantenimento diretto del figlio e la scomparsa del vecchio assegno relativo, ma tale scomparsa non è assoluta: dove infatti sia “strettamente necessario e solo in via residuale” si può ancora prevedere la corresponsione di un assegno di mantenimento, a condizione che tale situazione sia temporanea e che ci si adoperi per ripristinare il più velocemente possibile il regime di mantenimento diretto, a rimarcare la ratio che permea il ddl.

Il profilo della capacità contributiva potrebbe essere quello che più di tutti potrebbe catturare l’attenzione delle agenzie di investigazione privata: in un contesto dove calcolare l’ammontare delle finanze del coniuge è fondamentale, può risultare cruciale l’apporto di un investigatore privato che, nel rispetto delle normative vigenti, accerti l’esistenza di somme o fondi occultati da un genitore qui sì inadempiente.

Il misterioso mondo delle investigazioni private al Rotary Club Casentino

Il RotaryClub Casentino ha invitato Alberto Paoletti, responsabile del Nucleo Indagini Investigative Informark  a tenere una  conferenza  sul  “Misterioso mondo delle Investigazioni private”. L’incontro rientra nel ciclo di Conferenze e numerose iniziative promosse dal Presidente Roberto Francalanci e dal Vice Presidente Gino Parca.

Il  Rotary Club Casentino fa parte del Distretto 2070 (Emilia Romagna, San Marino e Toscana) del Rotary International ed ha  come scopo quello di diffondere l’ideale del servire, inteso come motore e propulsore di ogni attività.

Alberto Paoletti opera nel settore dal 1969,  è Membro d’onore della Federpol ed  ha fornito il proprio contributo ai  principali interventi legislativi  della categoria,  come la  riforma del Codice di Procedura penale, la Legge sulla privacy ecc. Durante l’incontro  presso il Rotary Club Casentino  ha sintetizzato la storia  dell’ evoluzione, dell’investigazione privata in Italia ed all’ Estero,  le indagini  in ambito familiare,  aziendale e penale nonché le  stringenti norme  legislative che l’investigatore privato  deve osservare per non incorrere in pesanti sanzioni.

Programma dell’Intervento: 

Le origini della Polizia Privata
– 1833 Eugène Francois Vidocq, Parigi
– 1850 Pinkerton National Detective Agency, Chicago
– 1852 Charles Field, Londra
Gli anni 40: il detective privato incontra il Cinema Noir
– Sam Spade e Philip Marlowe: private eyes “in law ed outlaw” interpretano il grande sogno americano
La realtà investigativa: America, Gran Bretagna ed Europa a confronto – 1921: nasce la W.A.D. – World Association of Detectives
– 1930: nasce la British Association of Detectives
I primi detective italiani
– Le guardie campestri
-1926: le leggi “fascistissime” ed il primo regolamento della Polizia privata -18 giugno 1931: disciplinata definitivamente l’attività delle Agenzie di Investigazioni
1957 – Nasce in Italia l’Associazione degli investigatori privati Federpol – Alla guida dell’associazione un ex Sindacalista ed un ex Commissario
Le investigazioni negli anni Sessanta
-Le indagini familiari: quando l’adulterio era reato penale
-L’adulterio più famoso d’Italia: Fausto Coppi e la Dama bianca
-Dal frigorifero al televisore: il boom economico e gli acquisti a cambiali
Gli anni Settanta tra scandali e nuove normative
-Lo Statuto dei lavoratori: vietato indagare sull’ orientamento politico e religioso
-Lo scandalo delle intercettazioni di politici e finanzieri da parte degli investigatori privati italiani anticipa lo Watergate ed il film “La Conversazione” di Francis Ford Coppola (1974)
-La legge sulle intercettazioni telefoniche
Gli anni Ottanta: la rivoluzione informatica
-Il detective “computerizzato”
Gli anni Novanta: Perry Mason e Paul Drake sulla scena del processo italiano
-1989 La riforma del Codice di Procedura Penale: dal sistema inquisitorio al sistema accusatorio
-1996 La Legge sulla privacy
-L’investigatore privato rischia di scomparire
-La vittoria degli investigatori sulla “norma scandalo” che obbliga l’investigatore ad avvertire preventivamente l’indagato
Gli anni 2000
– La nuova legge sulle indagini difensive
– L’Europa condanna l’Italia in quanto il Regolamento Tulps degli investigatori privati è in contrasto con il trattato della Comunità
– Rivoluzione copernicana per i detectives del futuro: dal “saper leggere e scrivere” del 1931 all’ “obbligo di laurea” e praticantato di tre anni
Le investigazioni internazionali
-Gli investigatori italiani e il loro rapporto con l’estero
-Detective privati americani: dalla pistola al computer
-Il primo detective privato degli ex paesi comunisti
Private eye con i tacchi a spillo
-1856 Kate Warne: la prima donna detective dell’agenzia Pinkerton
-Le investigatrici private italiane
Le aree Investigative e le tecniche di Indagine
Le investigazioni per Aziende, Privati, Studi Legali
Le bonifiche elettroniche ed i Penetration Test

Nel corso dell’esposizione sono stati proiettati numerosi filmati.
Il Question Time è stato caratterizzato da varie ed interessanti domande, poste dai numerosi partecipanti. Il Prof. Avv. Eraldo Stefani ha chiuso la conferenza con un brillante e circostanziato intervento.

Las Vegas: Detective Italiana eletta Presidente Mondiale degli Investigatori Privati

Laura Giuliani è stata nominata Presidente Internazionale dei detective durante il congresso della WAD (World Association of Detectives, inc) che si è tenuto recentemente a Las Vegas. E’ la prima presidente italiana a capo di questa importante organizzazione mondiale.

Questo importante riconoscimento è motivo di orgoglio per gli investigatori privati italiani e rappresenta il giusto merito per una persona che ha dedicato la sua vita alla professione di detective.

Figlia d’arte, Laura Giuliani ha effettuato studi di giurisprudenza presso l’università di Milano e delle lingue straniere a Cambridge e Madrid. Ha un’esperienza pluriennale nel settore delle investigazioni private e della sicurezza aziendale sia a livello nazionale che internazionale.


Dal 2002 al 2007 ha ricoperto la carica istituzionale di Segretario Nazionale prima e Presidente Nazionale poi  della Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni le Informazioni e la Sicurezza) ed in tale veste ha rappresentato la categoria presso il Ministero degli Interni e varie importanti Istituzioni pubbliche.  Ha ottenuto numerosi premi, certificazioni e riconoscimenti per  le importanti iniziative svolte a sostegno degli investigatori privati  anche presso la Commissione Europea della I.K.D. (International Kommission Verbaende).

In ambito internazionale è membro della W.A.D. (World Association of Detectives, inc) fondata nel 1925, dove è stata  Ambassador for Italy dal 2007 al 2012.

Dal 2012 al 2016 sempre per la stessa associazione ha ricoperto il ruolo di Area Governor per l’Europa, carica che le ha permesso di essere a stretto contatto con le Federazioni nazionali ed agenzie che si occupano di investigazioni e sicurezza più importanti al mondo.

Dal 2016 al 2018 Laura Giuliani è Membro del Board e Vice Presidente mondiale della World Association of Detectives.

Un augurio a Laura per l’importante nomina a Presidente Internazionale della World Association of Detectives!

Nella foto: Laura Giuliani, Presidente Internazionale WAD, Alberto Paoletti, Life Member WAD, Avv. Prof. Eraldo Stefani.

Investigazioni private e detectivage: venerdì 21 settembre 2018 a La Sapienza

Master di II Livello in Criminologia, Investigazione, Security, Intelligence all’Università La Sapienza

Alberto Paoletti, Responsabile del Nucleo Indagini Private Informark di Firenze (www.nucleoindaginiprivate.it) terrà una lezione sulle investigazioni private venerdì 21 settembre p.v. all’interno del modulo didattico del Master Interfacoltà di II Livello in Scienze Forensi presso l’Università La Sapienza: Investigazione (Investigazione privata e Detectivage).

Gli argomenti trattati saranno: le investigazioni private; la normativa di riferimento; le licenze e le autorizzazioni; le indagini difensive; la privacy.

Le principali tecniche investigative: investigazioni difensive tipiche ed atipiche; servizi di osservazione statici e dinamici; il pedinamento elettronico; l’intervista investigativa; gli esperimenti extragiudiziali.

Le investigazioni private possibili ed impossibili. Il report investigativo e la testimonianza dell’investigatore privato. Illustrazione e discussione di casi pratici.

Testi: A. Paoletti, G. Luzzi: Le investigazioni private: guida operativa, II Edizione, FAG, 2016; Dispense a cura del Docente

Direttore: Prof. Natale Mario Di Luca
Coordinatore Didattico ScientificoAvv. Prof. Natale Fusaro

Cassazione: assegno mantenimento, importante il contributo alla famiglia dell’ex coniuge

Le investigazioni private per accertare eventuali lavori in nero o redditi o patrimoni occulti dell’ex coniuge.

La Cassazione torna a pronunciarsi sui criteri di calcolo dell’assegno di divorzio. Sarà la parola fine ad una querelle apertasi in maniera dirompente quando l’anno scorso? Proprio la Corte (a sezione semplice) aveva dichiarato non più applicabile il criterio del tenore di vita nel calcolo dell’assegno divorzile adottato fin dal 1990.

Dopo 27 anni nella sentenza Grilli-Lowenstein (11504/2017) si era infatti affermato il principio di auto-responsabilitàA fine rapporto le parti tornano ad essere persone singole e il pregresso non si conta se si è economicamente indipendenti. Era escluso il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio come fattore di quantificazione dell’assegno di divorzio. Si teneva conto del raggiungimento di un’autosufficienza economica.

La Cassazione (a Sezioni Unite) torna a rimettere mano (forse definitivamente) alla questione con la sentenza 18827/2018, recentemente depositata.

Nella corposa analisi effettuata dagli Ermellini si legge chiaramente il segno della svolta interpretativa.  Nel rispetto del principio di solidarietà e pari dignità fra coniugi espresso dalla Costituzione, l’assegno ha una funzione assistenziale e in pari misura compensativa e perequativa.

Il parametro di riferimento nella quantificazione dell’assegno non è tuttavia né il tenore di vita precedentemente goduto né l’autosufficienza indicata dalla sentenza Grilli-Lowenstein.

Bisogna – si legge in una nota della Corte “adottare un criterio composito che, alla luce della valutazione comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali, dia particolare rilievo al contributo fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future ed all’età dell’avente diritto. Il parametro così indicato si fonda sui principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà che permeano l’unione matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo”.

Diventa pertanto decisiva la quantificazione del contributo fornito dall’ex coniuge alla vita familiare. Non più il semplice tenore di vita goduto. È la valorizzazione dei sacrifici –in ordine soprattutto a possibilità lavorative e di carriera, messe sovente in secondo piano per occuparsi dei figli e permettere all’altro coniuge di lavorare- e all’apporto alla conduzione della vita familiare comune. Si terrà conto anche della situazione patrimoniale, dell’età e conseguentemente delle possibilità lavorative del coniuge (economicamente) debole al termine del sodalizio.

Sottolinea infatti la Corte che ” il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell’unione matrimoniale.

Le ripercussioni sull’attività investigativa privata

Investigazioni privateA fronte di tutto ciò, quali sono le ripercussioni sull’attività di investigazioni private? In regime di tenore di vita, il suo ruolo appariva talvolta cruciale. Attraverso indagini private si potevano scoprire attività e redditi occulti del coniuge. In questo modo si può ridimensionare la valutazione giudiziale del suo tenore di vita. E adesso?

L’attività dell’investigatore privato può ancora tornare utile nel nuovo panorama delineato dalla sentenza 18287. L’indagine privata risulterà utilissima per evitare pretestuose argomentazioni di chi richiede l’assegno. Ad esempio, le investigazioni private permetteranno di smascherare una eventuale occupazione a nero di chi affermi di aver rinunciato a determinate possibilità lavorative oppure la scoperta di redditi o patrimoni occulti.

Investigazioni private: la Privacy limita la ricerca della verità!

La Federpol (Federazione Italiana per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza) ha promosso per il prossimo 21 Giugno in  Roma una full immersion di una giornata, riservata agli investigatori privati, sui nuovi adempimenti Privacy del GDPR.

Questo il programma:
Dott.ssa Antonella Pavesio: Saluti del Presidente Nazionale
Dott. Riccardo Martina: Compilazione del Registro dell’Attività di Trattamento
Avv. Roberto Gobbi: Predisposizioni delle Informative
Sig. Alberto Paoletti: Linea Guida per Eventuale Nomina del DPO
Avv. Marco Recchi: Valutazione d’Impatto
Sig. Piero Provenzano: I Responsabili e gli Incaricati al Trattamento

La privacy è stato il caso più complesso che gli investigatori privati hanno tentato di  risolvere senza riuscirci completamente. Anche nel nuovo Regolamento Europeo Privacy (GDPR) molte sono le novità per gli investigatori privati.

Purtroppo alcuni aspetti critici già presenti nella vecchia normativa sono rimasti immutati e costituisco un grave impedimento all’esercizio della professione.

Un esempio per tutti: anche con il nuovo GDPR il detective dovrà sempre dichiararsi e spiegare i motivi dell’indagine quando dovrà raccogliere i dati presso l’interessato (interviste a testimoni o persone informate sui fatti). Questa prescrizione ha incontrato una forte opposizione negli investigatori privati, perchè concretamente penalizzati nella raccolta di prove quali ad esempio gli acquisti di prodotti contraffatti, indagini in ambienti criminali, o di contrasto alle frodi assicurative con grave pregiudizio per il buon esito delle indagini, e talvolta anche per la propria incolumità.

Esiste, fra l’altro, una profonda disparità di trattamento tra investigatori privati e giornalisti investigativi che invece possono celare la propria identità e la finalità della ricerca quando queste comportino ostacoli all’esercizio dell’attività professionale o rischi per la propria incolumità personale. Quanto sopra è stato evidenziato dalla Federpol anche al Garante Europeo per la Protezione Dati e ad alcuni parlamentari di Bruxelles.

Gli investigatori privati sono penalizzati anche rispetto al semplice privato cittadino che, non essendo sottoposto alla normativa privacy, può invece raccogliere prove su eventuali pagamenti in nero senza rilascio di scontrini o fatture e testimoniare su fatti illeciti di cui sia venuto a conoscenza senza obblighi di informative agli interessati.

Al contrario, gli investigatori privati regolarmente autorizzati, tenuti a frequentare periodicamente corsi di aggiornamento, rispettare i numerosissimi obblighi burocratici etc… sono costretti a “dichiararsi” al fine di non rischiare l’inutilizzabilità delle prove raccolte.

 

Lampedusa (Sicilia): un Detective tra Paradiso e Inferno. Minori scomparsi: un problema mondiale

La Spiaggia dei conigli   di Lampedusa    è considerata una   delle più belle spiagge del mondo.  Circondata   da un mare cristallino dalle mille sfumature,  da  una natura incontaminata  ed una bellezza  mozzafiato,  non a caso,  è stata scelta  dalle femmine delle  tartarughe  “Caretta-Caretta”, per  la  nidificazione  e deposizione delle uova nelle notti estive  tra maggio ed agosto.

Da questa spiaggia dorata, propaggine  africana ed ultimo avamposto  siciliano d’Europa,  il pensiero corre alla tragedia del 2013  quando, a poche decine di  metri dalla battigia,  368 migranti,  tra uomini, donne e tanti bambini,  persero la vita nel naufragio di un peschereccio, proveniente da Misurata in Libia, carico di sogni e speranze.

Il dott. Piero Bartolo, uno degli eroi di Lampedusa, che ha curato ed assistito migliaia di migranti  insieme all’ex sindaco  Giusy Nicolini  ci fa rivivere quella tragedia,

“non ti abitui mai perche rivivi sempre  le  grida  strazianti di chi sta per  affogare in quelle acque  scure,   con  le braccia protese delle madri  che  stringono i propri bambini nell’atto disperato  di consegnarli  ai salvatori  delle motovedette che gridano: state calmi, state calmi, prima   chi sta male , le donne, i bambini……….”

I minori invisibili: un problema mondiale

Lampedusa è stata nel 2016  il terzo porto italiano del Mediterraneo  per numero di migranti sbarcati, oggi  la situazione è, per certi aspetti, maggiormente sotto controllo,   ma il problema è evidentemente mondiale.

Da una recente statistica dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ((UNHCR) risulta  che  65.6 milioni di persone in tutto il mondo  sono state costrette a fuggire dal proprio Paese. Di queste, circa 22.5 milioni sono rifugiati, più della metà dei quali di età inferiore ai 18 anni.

Si tratta di bambini e ragazzi  che  spesso hanno perso i genitori nei  naufragi dei barconi oppure, dopo essere stati affidati dai parenti ai cosiddetti “ passeur” (trafficanti),  ed aver  attraversato i deserti  del  Sudan,  della  Libia  ed   il Mediterraneo,   non vogliono fermarsi in Italia per timore di essere identificati e continuano il viaggio, non privo di ostacoli o pericoli, verso altri paesi dell’Europa.

Ma al di la dei freddi numeri delle statistiche  un episodio che ha  commosso ed ha fatto il giro del mondo è stato il salvataggio di Favour, la bambina nigeriana di appena nove mesi che perse  la madre  il 25 maggio 2016 nel naufragio di un barcone  nel canale di Sicilia  e che fu salvata dal Dott.Piero Bartolo, medico di Lampedusa, reso celebre dal Film Fuocoammare,   di Gianfranco Rosi  candidato all’Oscar 2017  come miglior documentario, e vincitore  dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.

La  piccola Favour ha ricevuto richieste di adozione da molti paesi, ma  purtroppo i volti di migliaia di bambini provenienti dalle zone più povere e martoriate del mondo e   che scompaiono ogni anno rimarranno per sempre “invisibili” e lontani dalle cronache giornalistiche

Da una recente ricerca di Save the Children  risulta che la stragrande maggioranza dei giovani invisibili che scompaiono in Europa   è costituita da giovanissime ragazze nigeriane, rumene o provenienti dall’Est Europeo costrette a prostituirsi per restituire il  costo del viaggio   ai trafficanti di esseri umani.

I ragazzi minori, che spesso fuggono dai centri di accoglienza e  vengono poi intercettati   dalla criminalità organizzata per il lavoro in nero, lo spaccio di droga o le prestazioni sessuali, provengono invece per lo più da Somalia,  Eritrea, Egitto.

I trafficanti e gli sfruttatori

Le ragazze provenienti dall’Est Europeo subiscono spesso  una sudditanza  psicologica  da parte di parenti o pseudo fidanzati  che le costringono, una volta giunte a destinazione,  a prostituirsi. Per le nigeriane invece il discorso è più complesso. Esiste una vera  e propria rete mafiosa nei paesi di origine che intercetta le ragazze, talvolta con la connivenza delle proprie famiglie,  e dopo aver promesso  un lavoro ben retribuito,  come cuoche o colf in Europa le costringe ad un viaggio allucinante attraverso il deserto e la Libia per consegnarle alle “Maman” nel luogo di destinazione, vere e proprie sfruttatrici, che, attraverso  i rituali “vodoo”  ed il terrore,  obbligano le  giovani ragazze a prostituirsi fino a quando non avranno rimborsato completamente il loro debito che  può arrivare anche a 30.000 Euro!

Aiutarli a casa loro!

Anche se  nell’opinione pubblica  è diffuso l’abusato slogan  “dobbiamo aiutarli a casa loro” la teoria si scontra con la dura  realtà di guerre, conflitti sociali,  terrorismo, in paesi  martoriati come la  Siria, Libia, Eritrea, Somalia, Iraq, Nigeria ecc.   In queste nazioni quali referenti   dovrebbero ricevere  e gestire gli aiuti? Con quale Ministro  si potrebbe   interagire  senza  intrallazzi o ricatti ? Gli aiuti arriveranno  veramente alle popolazioni bisognose o verranno  incamerati dai grandi o piccoli boss locali?Angus Deaton, Premio Nobel per l’Economia nel 2015.    sosteneva  infatti che il trasferimento  dai paesi ricchi ai  governi dei paesi poveri serve a ripulire la coscienza dei paesi ricchi ma non ad innescare virtuosi  processi di sviluppo

I Detectives privati adottano  bambini disagiati

Una risposta, anche se parziale, può essere  data dall’adozione a distanza.

Laura Giuliani, già Presidente Nazionale Federpol, ed attuale  1st Vice President,  della W.A.D  (World Association Detectives) e che sarà la  prossima Presidente  mondiale,  promosse,  già nel 2003, con grande lungimiranza,  l’adozione di alcuni bambini da parte della  FEDERPOL -Federazione Italiana degli Istituti di investigazioni, informazioni e sicurezza, attraverso il Progetto Agata Smeralda

La  World Association of Detectives ha sempre dimostrato una grande attenzione verso i minori, sostenendo e promuovendo organizzazioni internazionali come ad esempio la War Child, Onlus che si occupa di assistenza, formazione, supporto psicologico, inserimento nel mondo del lavoro e supporto legale ai minori vittime di guerre e di soprusi.

 Queste importanti iniziative dimostrano che gli investigatori privati, in genere considerati dei “duri”, non si sono mai sottratti quando sono stati coinvolti in iniziative di solidarietà per la tutela dei minori disagiati. Infatti, i detectives si occupano spesso di casi di ricongiungimenti familiari, rapimenti, fughe, scomparse o traffici pedopornografici che coinvolgono minori, ed hanno sviluppato una sensibilità particolare verso queste problematiche. Infatti, anche quando il caso è chiuso, gli investigatori, attraverso le loro associazioni di categoria, continuano a fornire il proprio contributo sostenendo iniziative di beneficienza per la tutela, formazione e assistenza dei minori disagiati  come ad esempio il  Progetto Agata Smeralda di Firenze, fondato dal Prof . Mauro Barsi,  e cosi denominato  dal nome  della prima bambina accolta nel lontano 5 Febbraio 1445 dallo “Spedale degli Innocenti” di Firenze,   aiuta  oltre 10.000  bambini e bambine di strada che possono  usufruire    ogni giorno di  vitto, istruzione ed assistenza sanitaria in molti paesi del mondo come Albania, Brasile,  Tanzania,Costa d’Avorio, Congo, Nigeria.

In Nigeria  la situazione è ancora più tragica perché  i bambini, affetti da albinismo, vengono  catturati  e mutilati per i riti degli  sciamani in quanto  ritenuti portatori del malocchio o, al contrario, considerati quasi magici per la preparazione di pozioni  con il loro sangue, capelli e genitali.

Le associazioni onlus che si occupano di adozioni a distanza sono oggi fortunatamente diffuse in tutto il mondo. Le  Istituzioni e gli organismi  internazionali dovrebbero tuttavia   diffondere maggiormente questa pratica   e  sostenere    soprattutto le iniziative   più serie  e meritevoli  e  che non  sprecano risorse  in  elefantiache e burocratiche strutture amministrative interne.

Lungi dal risolvere gli enormi problemi dei paesi poveri  “ l’Adozione a distanza” potrebbe dare una risposta  concreta, anche se parziale, al  troppo facile e teorico  slogan “ aiutiamoli a casa loro”. 

Alberto Paoletti – Nucleo Indagini private

Life Member WAD-World Association of Detectives

Un estratto del presente articolo è stato pubblicato sulla rivista internazionale “WAD Beyond Global” Lampedusa (Sicily): a Detective between Paradise and Hell.